Otello
Balletto di Roma Ente Nazionale del Balletto
coreografia di Fabrizio Monteverde
musiche di Antonin Dvorak
scene di Fabrizio Monteverde
costumi di Santi Rinciari
A distanza di quindici anni dal suo primo Otello creato per il Balletto di Toscana e dopo averne anche affrontato la lettura verdiana in una regia d’opera, Fabrizio Monteverde è tornato a esplorare i temi della tragedia shakespeariana per una novità assoluta creata questa stagione per il Balletto di Roma.
Partendo da una nuova scelta musicale, questa volta ispirata da suggestive pagine sinfoniche di Antonin Dvorak, a partire dalla sensuale Ouverture Otello e dalle cromatiche Danze Slave, il coreografo romano immagina un’ambientazione evocativa, caratterizzata da un pontile marittimo, orizzonte che limita l’estraneo e l’ignoto. Un porto dove gli incontri sono dettati soprattutto dai sensi e dalla percezione dell’instabilità, che infuoca le passioni e la fame di vivere. Sono infatti tutti esposti al mutare degli istinti i personaggi immaginati da Monteverde: la sensualità, soprattutto, che domina ogni legame e ne determina i destini. Una sensualità che ha come fulcro il generale Otello e l’attrazione che il suo ruolo di capo esercita sui suoi accoliti, Jago e Cassio in testa. E che con Desdemona, non più creatura angelicata ma donna volitiva, si trasforma in una passionalità che lascia intravedere un rapporto di dominio e sudditanza tra gli amanti. Questa dunque la chiave di lettura del lavoro, che come sempre con Monteverde, declina un forte erotismo e poderosa passionalità attraverso un linguaggio di danza estremamente spettacolare, quasi acrobatico, molto esigente dal punto di vista interpretativo. Un linguaggio che esplora le linee nette della danza classica e le tensioni e abbandoni dello stile moderno in un vocabolario che ormai è diventato una riconoscibile griffe d’autore, così come lo sono diventate le riconoscibili atmosfere cinematografiche (nel caso, l’esplicito omaggio è a Querelle de Brest di Fassinbinder) grazie alle quali l’autore è capace di creare forti suggestioni visive. Dopo la felice ripresa di Giulietta e Romeo e la creazione di una nuova singolare Cenerentola dai colori dickensiani e di una intensa edizione di Bolero anch’essa ispirata dal cinema, con questo nuovo Otello si riconferma il sodalizio tra Monteverde e il Balletto di Roma, che nel suo ensemble giovane e dinamico, si dimostra tra le più preparate e convincenti compagnie di danza italiane, ricca di personalità e di appeal.