Nato nel 1998 in seno all’International Gesellschaft für Neue Musik di Basilea per merito di Jürg Henneberger, che dopo aver dato vita a formazioni occasionali e flessibili sente l’esigenza di dotare la società (IGNM) di un strumento operativo permanente per l’esecuzione della nuova musica, il Phoenix Ensemble e il nucleo di 25 musicisti che lo compone è oggi una delle realtà più vitali non soltanto nel panorama musicale elvetico. L’impegno programmatico del gruppo è di dedicarsi all’esecuzione dei nomi consolidati della musica contemporanea, ma soprattutto dei più giovani con lo scopo di farli conoscere ad un pubblico ampio.
Fiore all’occhiello del concerto del Phoenix Ensemble sarà l’esecuzione di Perichoresis di Gérard Grisey, figura seminale della musica spettrale. È Grisey - insieme ai suoi compagni di strada con cui fonda l’ensemble l’Itinéraire: Tristan Murail, Roger Tessier, Michael Levinas, e più tardi Hugues Dufourt – che traccia una nuova strada rispetto al serialismo integrale di Darmstadt, e indaga il suono sotto il profilo fisico-acustico, esplorando lo spettro che va dai suoni armonici ai rumori. L’esecuzione di Perichoresis, risalente alla fine degli anni sessanta e rivisto nel ‘73, probabilmente in occasione della seconda e ultima esecuzione di cui, però, non è rimasta traccia, e a cui non ne seguirono altre, è tanto più interessante perché precede di poco il ciclo che segnerà la nascita della musica spettrale, Les Espaces Acoustiques, di cui Perichoresis contiene i germi e ne rappresenterà una prima genesi. Concepito per tre gruppi strumentali, Perichoresis significa, secondo lo stesso Grisey “uno scambio reciproco, una relazione profonda che si stabilisce, al di là della lingua e del pensiero, tra due o più persone. Tre gruppi, tre personaggi, tre colori, tre cellule ritmiche a confronto…”.