Come l’opera labirinto Don Giovanni a Venezia e il trittico di video-opere sperimentali, anche Extempore intende scardinare le nostre abitudini percettive e il modo di fruire la musica. In questo caso si tratta di stimolare l’ascolto per linee che si intersecano e mostrano punti di contatto all’interno di pratiche anche radicalmente diverse. Extempore racconta infatti, in un’unica serata e attraverso tre concerti che si susseguono nelle navate delle cinquecentesche Tese sansoviniane, tre diverse declinazioni del comporre: dall’improvvisazione radicale, di cui è campione Evan Parker, accompagnato da manipolatori di lap-top che vengono anche dalla musica colta, all’interpretazione, che come ogni interpretazione è anche “riscrittura”, rappresentata dal pianismo di Ciro Longobardi, fino all’alea di derivazione cageana, che rivoluzione l’idea occidentale della scrittura, con 5 compositori diversi impegnati nella libera riscrittura di un pezzo esemplare in questo senso, Serenata per un satellite di Bruno Maderna.