Strumento completo per eccellenza e termine primo di confronto per qualsiasi compositore, il pianoforte è protagonista del concerto in programma. Affiancando pagine di letteratura pianistica di Boulez, Kurtág, Nono e Lachenmann, quasi i fondamenti e gli sviluppi del paesaggio sonoro contemporaneo, si scopre anche come uno strumento che per tradizione si vuole romantico possa rivelarsi laboratorio di prova e di elaborazione di idee, terreno di sperimentazione e ricerca. A condurci in questo viaggio appassionante, che intercalati a quei piccoli capolavori di Kurtág che sono Játékok, prevede …sofferte onde serene… di Nono, Serynade di Lachenmann, Troisième sonate di Boulez, è il pluripremiato pianista belga Jan Michiels (E. Durlet 1989, Queen Elisabeth 1991, JeM/Cera Prize 1992, Vleugels Goudden/KBC Muziekprijs 2006), che ha registrato l’integrale dell’opera pianistica di Schoenberg, Webern e Berg.