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La bellezza silenziosa - Fotografie di Antonella Monzoni

L'esercizio del reportage fotografico ha condotto Antonella Monzoni a maturare un rapporto con la realtà molto personale e intimo. Fin dagli inizii nel 2000, il suo linguaggio fotografico interloquisce col mondo con una poetica coerente che ne ha orientato il comportamento e quindi la visione nell'essere semplicemente 'donna tra le donne del mondo'. La bellezza silenziosa è un'opera che ha preso forma lentamente tra Lalibela nel 2003 e l'Iran nel 2012, in un percorso ispirato dalla sua più profonda intuizione e autocoscienza di donna emiliana dallo stile di vita proiettato verso la libertà espressiva del proprio essere. La bellezza silenziosa è quella che si sente, che si vede nonostante tutto ciò che la nasconde, la contrasta, la nega. Scoprirla è percepire nella realtà la potenzialità enorme di un'energia creatrice sotterranea e inarrestabile che, pur nelle enormi avversità, opera per dare un futuro migliore al mondo. Per la Monzoni La bellezza silenziosa è quell'energia femminile che anche se non si esprime compiutamente in una singola vita non si spegne mai, anzi, come un tratto del codice genetico si riafferma nel passare di generazione in generazione attraverso la sofferta storia dell'umanità. È nelle penombre fluide di Lalibela che l'autrice incontra la speranza imperitura della bellezza silenziosa. È lì che conosce la suggestione evangelica del calore fraterno di corpi in estasi, avvolti in vesti candide, che attendono la Resurrezione Pasquale con la purificazione di un digiuno estenuante. A Lalibela la Monzoni conosce la profondità insondabile di una bellezza che non si impone con ornamenti esteriori ma con la nuda potenza dell'essere umano ispirato da una speranza divina. È con negli occhi e nel cuore il dono rivelatore de Lalibela che la Monzoni nel 2004 riconosce la bellezza della donna africana etiope con Silent Beauty. Anche in questa realtà povera, primitiva e chiusa in leggi tribali, esistono i segni dell'azione dell'energia di una bellezza silenziosa: nel vuoto amoroso delle stanze coniugali, nei colori saturi dei pochi oggetti ornamentali, nella sofferta condizione della donna che fedele alla propria natura offre, nonostante tutto, il proprio dono genetico. Nel 2006 Antonella Monzoni incontra la novantenne Henriette Niépce, pronipote dell'inventore della fotografia. Henriette, che conduce da cinquant'anni una vita appartata, concedendosi al suo obiettivo decide di confidare all'autrice la propria eredità morale. La bellezza di Henriette la si scopre solo vedendo attraverso la maschera della sua vecchiaia la giovane Niépce che amava il bel mondo e la pittura. La Monzoni ci fa scoprire la bellezza silenziosa di questa storia privata, ben rappresentando le autentiche atmosfere Proustiane che fanno da sfondo al travaglio interiore di una donna consapevole della stagione esistenziale che sta vivendo. In Iran nel 2011 e 2012 Antonella Monzoni si immerge nell'Islam posto alla prova della modernità. Il fascino di un ambiente sociale in cui convivono la Religione Islamica e le spinte innovatrici indotte dalla modernità occidentale sono un esempio formidabile dell'energia sotterranea della Bellezza silenziosa che trasforma il mondo. La Monzoni vestendo il Chador coglie la solennità dei riti nelle moschee, raccoglie confidenzialmente i comportamenti liberatori delle giovani donne e il loro pensiero con i messaggi scritti sulle lavagnette. È una bellezza dai tratti inediti, quella che la Monzoni ci mostra rappresentando l'evoluzione antropologica della donna iraniana, che ci appare prorompente attraverso il sotterraneo protagonismo delle giovani generazioni assolutamente presenti alle istanze poste dalla globalizzazione culturale animata da internet. Una volta conosciuta la bellezza silenziosa la si riconosce sia nei temi orizzontali rivolti ai fenomeni di massa, che in quelli verticali della storia privata di una singola persona. La bellezza silenziosa di Antonella Monzoni è quella che va sempre oltre lo stereotipo, che è irraggiungibile perché vive nel futuro, che è inarrestabile perché è nel DNA umano.

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Ticket: consulta il sito dell'evento
when
from Aug 31, 12 to Sep 30, 12
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Centro Culturale Candiani
Piazzale Candiani 7 - Mestre (VE)
Terraferma
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