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Biennale di musica contemporanea - Foto di scena

Articolo a cura di «Venezianews»

 

Le strade della ricerca

Suggestioni e sensibilità nell’evoluzione del linguaggio musicale contemporaneo

 

Inizia con una strenua difesa della creatività della Musica italiana il dialogo con Giorgio Battistelli, direttore del 49. Festival Internazionale di Musica Contemporanea di Venezia, nonché compositore di fama internazionale assai attivo nell’ambito del teatro musicale; difesa e impegno sull’asperrimo territorio culturale italiano.

Sì, il settore da me definito “musica contemporanea d’arte” (separandolo così dall’altro tipo di musica direttamente rapportata con il mondo musical-commerciale, di consumo e di circolazione) sta attraversando un momento di forte crisi, soprattutto in Italia. Ma vorrei ricordare i lavori commissionati ad alcuni compositori, quali Roberto Doati e Carlo De Pirro e la presenza di giovanissimi italiani con tre lavori sinfonici: Luca Antignani, Matteo Franceschini, Silvia Colasanti.

 

Secondo lei, quale importanza riveste la Biennale di Musica Contemporanea?

Siamo in presenza di una tradizione che è ormai patrimonio di Venezia, direi tutta la Biennale, in ogni settore. La Biennale Musica è una presenza con risonanza internazionale ed è giusto lavorarci con una sana ambizione di carattere internazionale. Essa è riconosciuta per i risultati ottenuti negli anni più “storici”, più importanti, quando ci sono state prime esecuzioni che hanno segnato la storia della musica e costituisce quindi un patrimonio da proteggere. Nello stesso tempo, però, deve avere la capacità di sintonizzarsi, di saper ascoltare l’evoluzione, il cambiamento, la sensibilità del pensiero musicale, in senso generale, sia dal punto di vista della scrittura musicale sia di quello dell’ascolto, che ha senza dubbio subito delle trasformazioni. Credo che la Biennale costituisca uno dei punti forti, un baluardo che deve custodire sia i risultati del passato, sia il lavoro della ricerca contemporanea del linguaggio musicale. Non vorrei poi che si costituisse una difesa a protezione di alcune estetiche a discapito di altre, ma che si coltivasse un terreno d’incontro di tante visioni e di tanti pensieri musicali. Un baluardo accogliente, quindi. Biennale di musica contemporanea - Foto di Giorgio Battistelli

Nella programmazione si evidenzia la partecipazione della Scuola Spagnola. Come sorge questa predilezione?

La Spagna ed alcuni Paesi del Nord-Europa mi sembrano oggi particolarmente interessanti in virtù di un lavoro che hanno svolto in passato a livello politico e culturale. Possiedono, infatti, delle strutture che funzionano molto bene e adesso stanno raccogliendo risultati quanto mai interessanti. Per anni hanno investito nella scuola, nelle orchestre, nella divulgazione e diffusione della musica, nel “fare” la musica, nel praticarla; se penso, ad esempio, alla Finlandia, alla Svezia e alla Spagna mi rendo conto che sono tutti Paesi che hanno investito e che tuttora investono molto, appoggiati da un Ministero della Cultura che funziona bene. La distanza dell’Italia è evidente da molti anni. L’attività della Biennale ha anche questa utilità, quella cioè di mettere in luce le nostre “mancanze” e costituisce un momento di riflessione sul tema e sul valore attribuito a questa attività artistica.

 

Il rapporto tra Teatro e Musica è il perno del Festival veneziano…

Sto cercando di caratterizzare ogni anno la Biennale con un tema che vuol essere un pretesto di riflessione per quel che concerne la sfera creativa in senso lato. Quest’anno ho voluto il teatro musicale che è servito anche da spunto per il titolo del Festival: La Musica ed il suo Doppio. Mi riferisco ai tanti doppi della musica: quello del testo, il rapporto con lo spazio scenico, con le scenografie, con la luce, con la presenza dei musicisti... mondi molteplici e diversi. Questo implica anche innumerevoli modi e pensieri sul teatro musicale. Considero la vera inaugurazione della Biennale il lavoro di Luigi Nono; per quanto mi concerne cercherò di mantenere questo appuntamento anche nella prossima edizione. L’opera che verrà presentata, Y entonces comprendió è un lavoro che ha subito un processo di rivisitazione e che costituisce un lavoro particolarissimo di un Nono molto giovane.

Andrea Oddone Martin

 
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28/09/2005 Luigi Nono: Y entonces comprendió Teatro Malibran Musica
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28/09/2005 Heiner Goebbels: Surrogate Cities Venice Teatro La Fenice Musica
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29/09/2005
30/09/2005
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Un Parque č la nuova opera di de Pablo commissionata dalla Biennale di Venezia, basata sull'enigmatico dramma di Yukio Mishima Sotoba Komachi, a sua volta ispirato a un pezzo di teatro Noh del XIV secolo.
 
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02/10/2005
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Jesús Rueda: Frammento di Orfeo Teatro Piccolo Arsenale Musica
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02/10/2005
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Mauricio Kagel: Mare Nostrum Arsenale di Venezia Musica
Il nuovo capitolo dell'irriverenza dadaista di Mauricio Kagel č di scena a Venezia e alla Biennale con Mare Nostrum, ovvero - come recita il sottotitolo - con la scoperta, la liberazione e la conversione del Mediterraneo da parte di una tribů amazzonica.
 
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04/10/2005 Carlo De Pirro: Messaggeri e messaggini Teatro Piccolo Arsenale Musica
Prima esecuzione assoluta. Opera da camera in un atto. Musica Carlo De Pirro. Un teatro delle meraviglie, fatto di spazi immaginari, scatole magiche, sculture fantastiche per far sognare gli spettatori e creare stupore.
 
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05/10/2005 Michael Jarrell: Kassandra Teatro Malibran Musica
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06/10/2005 Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia Teatro La Fenice Musica
Uno dei direttori d'orchestra francesi piů attivi sia nel grande repertorio che nella musica contemporanea, Daniel Kawka, alla guida di una delle massime formazioni orchestrali nazionali.
 
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06/10/2005 Pink Twins: Intercontinental Catapult Teatro La Fenice Musica
Un'altra drammaturgia fatta di suoni digitali integrati in tempo reale a elementi visivi, coinvolgerŕ alcuni dei piů stimolanti e conosciuti artisti del settore. Sala Rossi, Teatro la Fenice
 
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07/10/2005 Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai Teatro La Fenice Musica
Il neodirettore della Filarmonica di Oslo e primo direttore ospite della BBC Symphony Orchestra, il finlandese Jukka Pekka Saraste alla guida della formazione orchestrale nazionale della Rai.
 
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07/10/2005
08/10/2005
Morton Feldman: For Samuel Beckett Teatro alle Tese Musica
All'interpretazione del dinamico ensemble di Colonia Musikfabrik si accompagna la regia di Achim Freyer, tra i maggiori registi di teatro musicale, fra cui si contano opere di Philip Glass, Lachenmann, Schnebel, Sciarrino, Francesconi.
 
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07/10/2005 Thomas Köner: Suburbs of the Void Teatro La Fenice Musica
Un'altra drammaturgia fatta di suoni digitali integrati in tempo reale a elementi visivi, coinvolgerŕ alcuni dei piů stimolanti e conosciuti artisti del settore. Sala Rossi, Teatro La Fenice.
 
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08/10/2005 Wolfgang Rihm: Séraphin Teatro alle Tese Musica
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08/10/2005 Orchestra dell'Arena di Verona Teatro La Fenice Musica
Apre lo spazio dedicato alla scrittura sinfonica Luca Pfaff, nome noto alla musica contemporanea internazionale e alle piů prestigiose orchestre che sceglie per l'Orchestra dell'Arena di Verona un programma raffinato.
 
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09/10/2005 Orchestra del Teatro La Fenice Teatro La Fenice Musica
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