Articolo a cura di «Venezianews»
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Il mese di aprile al Teatro La Fenice avrà un andamento molto ‘operistico’, di peccato e redenzione, anzi di redenzione prima e peccato poi: nei giorni precedenti la festività pasquale il Teatro propone un concerto della Stagione Sinfonica diretto da Pascal Rophé, che sarà impegnato nell’esecuzione de L’Ascension, quattro meditazioni sinfoniche di Olivier Messiaen, Le sette ultime parole del nostro Redentore sulla croce (sette sonate con un’introduzione ed alla fine un terremoto Hob. XX/1a) di Joseph Haydn e la Sinfonia n. 2 in re maggiore op. 73 di Johannes Brahms.
Ma dal 19 aprile (con la prova aperta) al 29 potremo rivedere il tanto discusso allestimento di Robert Carsen de La traviata di Giuseppe Verdi, che nel novembre del 2003 inaugurò il Teatro ricostruito e che fece scalpore per la schiettezza usata nel disegnare una ‘traviata’ contemporanea, nel descrivere la vita che conduceva e gli ambienti che frequentava, con tanto di balletti sexy-kitsch e spogliarelli maschili... Perché si fatica a ricordare, con l’alibi dato dagli ambienti antichi e dal linguaggio aulico e passato dell’opera che Violetta era una prostituta e che per il periodo in cui venne messa in scena (proprio alla Fenice, nel 1853) il soggetto era scomodo e imbarazzante, i rapporti fatti di sesso e denaro tra la giovane, l’ingenuo (ma non troppo, visti gli ambienti frequentati...) Alfredo, il cinico padre di lui e il ricco e arrogante Barone Douphol, quantomeno discutibili, tanto che Verdi fu costretto suo malgrado a spostare indietro di due secoli l’azione per non turbare i benpensanti, invece di rappresentarla come a lui contemporanea. Proprio come facciamo noi, che in epoca di compiacenti vallette e altre squallide amenità andiamo all’opera a vedere le gesta di una ‘povera’ prostituta romantica di ambientazione ottocentesca. Cosa intendeva Verdi nel definire l’opera “un soggetto dell’epoca” e perché ci teneva così tanto che venisse rappresentata in abiti contemporanei? Verdi voleva che il suo pubblico si avvicinasse ai personaggi e alle loro emozioni senza la rassicurante barriera protettiva di un’ambientazione nel passato. Un’esperienza di prima mano, intensa e odiosa, dell’ipocrisia della loro società aveva mosso lo sdegno di Dumas figlio e di Verdi, e di quell’ipocrisia è inestricabilmente intrisa la struttura stessa de La traviata. Nonostante le convenzioni sociali siano cambiate, non è mutata l’ipocrisia della società borghese e la sua doppiezza di giudizio. Verdi quindi ha fatto della prostituzione (e dell’impossibilità per la società borghese di accettarla) il motore centrale dell’azione. Il cast sarà formato da Valéry Norah Amsellem, Luz del Alba, Maria Luisa Borsi che si alterneranno nel ruolo di Violetta, Dario Schmunck e Alfredo Nigro saranno Alfredo Germont, mentre Vladimir Stoyanov e Damiano Salerno incarneranno il padre di Alfredo, Giorgio Germont; Flora Bervoix sarà interpretata da Silvia Pasini, Elisabetta Martorana sarà Annina, mentre Iorio Zennaro vestirà i panni di Gastone, visconte di Letoriéres. Il barone Douphol sarà Vincenzo Taormina, il dottore Grenvil Mattia Denti. L’opera sarà diretta da Paolo Arrivabeni, la regia - come detto - sarà di Robert Carsen, che ha firmato anche le luci assieme a Peter Van Praet; scene e costumi sono di Patrick Kinmonth, le coreografie di Philippe Giraudeau
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06/04/2007 07/04/2007 |
Messiaen, Haydn | Teatro La Fenice |
Musica |
| Direttore Pascal Rophé. Olivier Messiaen - L’Ascension, quattro meditazioni sinfoniche. Joseph Haydn - Le sette ultime parole del nostro Redentore sulla croce, sette sonate con un’introduzione ed alla fine un terremoto, Hob. XX/1a. | ||||
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20/04/2007 21/04/2007 22/04/2007 24/04/2007 26/04/2007 27/04/2007 28/04/2007 29/04/2007 |
La Traviata | Teatro La Fenice |
Musica |
| Melodramma in tre atti. Musica di Giuseppe Verdi. Direttore Paolo Arrivabeni. Libretto di Francesco Maria Piave. Regia di Robert Carsen. Orchestra e Coro del Teatro la Fenice. | ||||