L’esposizione intende riscoprire il complesso itinerario creativo
dell’artista, che ha visto nel tempo la trasformazione, a volte anche
radicale, di alcune immagini emblematiche della sua pittura. In essa
sono riunite una quarantina di opere - tra disegni, acquarelli,
incisioni e dipinti - realizzate da Andreolo nell’arco d’un
sessantennio; si vuole proporre infatti un raffronto, a volte
sorprendente e inedito, tra le avventure giovanili e l’opera attuale del
pittore.
Il catalogo, pubblicato per l’occasione, contiene un saggio di Giulio
Ghirardi dal titolo “Il silenzio parlante di Aldo Andreolo”, oltre a una
ventina di riproduzioni a colori delle opere esposte, la biografia e la
bibliografia dell’artista.
Aldo Andreolo è nato a Venezia. Allievo di Giuseppe Cesetti
all’Accademia di Belle Arti di Venezia, si diploma in pittura nel 1949.
Nello stesso anno avviene il suo clamoroso esordio alla Rassegna di
pittura italiana contemporanea al Museo Correr di Venezia, dove le sue
opere figurano accanto a quelle di Boccioni, Carrà, De Chirico,
Modigliani, Morandi, Sironi e altri protagonisti della pittura italiana
del ‘900. In tale occasione una sua opera viene acquistata dal Museo Ca’
Pesaro di Venezia.
Sul finire degli anni Cinquanta Andreolo approda a una pittura
espressionistico-gestuale, fortemente materica (Nature morte, Tetti di
Venezia). Verso la fine degli anni Sessanta la sua pittura, abbandonate
le cromie dense e chiassose del periodo precedente, si attesta su
posizioni che inclinano a una sorta di “realismo magico”, intriso di
suggestioni metafisiche. Nascono così i cicli delle Automobili
abbandonate e delle Edicole, ai quali fanno seguito le Spiagge e le
Attese, in cui appaiono, troneggianti su rosse sedie da spiaggia, le sue
enigmatiche eroine, assorte in lunghe meditazioni o intente a scrutare
l’orizzonte in attesa d’improbabili eventi. Alcune opere recenti
(Interni, Traslochi) hanno rivelato un rinnovato interesse dell’artista
per l’oggetto, che diventa, in questa nuova stagione pittorica di
Andreolo, il protagonista di una metafisica Weltanschauung.
L’artista veneziano ha partecipato a centinaia di mostre in tutto il
mondo. Ha esposto, oltre che in Italia, a Londra, New York, Los Angeles,
Tokio, Parigi, Ginevra, Basilea, Monaco di Baviera, Mannheim, Lubecca,
L’Aja, Bruxelles, Vienna.
Non meno importante di quella pittorica è la sua produzione grafica,
spesso ispirata alla letteratura. Da ricordare la sua cartella di
serigrafie Morte a Venezia, tratta dal celebre racconto di Thomas Mann.
Aldo Andreolo è autore di due libri: Guardare gli altri. Artisti visti
da un artista e Venezia ricorda, tradotto recentemente in inglese.
Collabora, come pubblicista, alle pagine culturali di alcuni quotidiani
e periodici.
L’artista vive a Venezia.