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	<title>Eventi - Agenda Venezia</title>
	<subtitle>Eventi recentemente pubblicati sul nostro sito.</subtitle>
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	<updated>2010-03-13T00:00:00Z</updated>
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	<author>
		<name>Agenda Venezia</name>
	</author>
		
	
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			<title>9° Salone Nautico Internazionale di Venezia</title>
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			<updated>2010-03-09T00:00:00Z</updated>
			<content type="html"><![CDATA[ 					<p><img src="http://www.agendavenezia.org/photos/th-1268147823.jpg" alt=""/></p>	
					<p><i>2010-03-18  - 2010-03-21 </i></p>
					<p>Torna il consueto appuntamento annuale con il Salone Nautico Internazionale di Venezia. </p><p class='standard'>L’evento si svolgerà nella storica sede della Marittima, con grandi novità ed importanti partnership.
Insieme ai più prestigiosi marchi internazionali dei grandi yacht e della piccola nautica, quest'anno anche l'offerta del charter per la prossima stagione estiva. Un weekend da sogno a Venezia per vedere e provare la propria barca direttamente in laguna.  </p><p class='standard'>
Expo Venice spa punta a valorizzare ancora di più le potenzialità espositive di Venezia con le attività legate al mare e alla nautica, e la nuova edizione del Salone Nautico si propone di volare in alto grazie ai cantieri espositori, alla valorizzazione dell’usato di qualità, allo sviluppo del settore del Charter. Elementi questi che lo caratterizzano rispetto ad ogni altro salone italiano ed internazionale. 
Nello specifico, per la nona edizione del Salone Nautico ci sarà un'area esclusiva dedicata al Charter, con l’invito a scoprire rotte, imbarcazioni e servizi per chi vuole programmare per tempo la propria stagione estiva. </p><p class='standard'>
Curatore di questo innovativo format fieristico è  Lorenzo Pollicardo, uno dei principali esperti internazionali del settore nautico, già segretario generale di UCINA, ed ora consulente della società fieristica di Venezia per la realizzazione dell’articolato programma di eventi legati al mare. </p>
					
						<p><strong>Marittima Terminal Passeggeri</strong> - Porto di Venezia</p>
					
					<p><strong>Categoria:</strong> fiere e mercati</p>
					<p><strong>Prenotazione:</strong> it</p>
				
					
							<div><strong>Organizzatori:</strong>
						
						
						<div>Expo Venice</div>
						
					
							</div>
						
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			<title>LE FORME DEL MODERNO</title>
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			<updated>2010-03-09T00:00:00Z</updated>
			<content type="html"><![CDATA[ 					<p><img src="http://www.agendavenezia.org/photos/th-1268144896.jpg" alt=""/></p>	
					<p><i>2010-03-09  - 2010-07-18 </i></p>
					<p>Una trentina di grandi sculture appartenenti alla celebre collezione plastica di Ca’ Pesaro, in un percorso completamente nuovo, che privilegia valori formali e accostamenti inediti. </p><p class='standard'>La mostra si snoda negli spazi sontuosi dell’androne longheniano al piano terra e del monumentale secondo piano - oltre mille metri quadri di eccezionale pregio architettonico e impagabile qualità luminosa - recentemente restituiti a funzione museale, che consentono, finalmente, di esporre opere per molto tempo non accessibili al pubblico.</p><p class='standard'>Di particolare interesse, al secondo piano, anche le diverse, stimolanti relazioni proposte tra sculture e opere pittoriche – a partire dal grandioso fregio di Giulio Aristide Sartorio, il Ciclo della Vita realizzato per il Padiglione Italia della Biennale del 1907 e altre non meno significative grandi tele - in una ricerca continua di confronto e dialogo tra linguaggi e forme espressive.
La mostra, curata da Silvio Fuso, Matteo Piccolo, Giandomenico Romanelli e Cristiano Sant, si pone, oltre che come perfetta proposta di recupero e riallestimento museale, anche come il primo appuntamento del programma per il 2010 di Ca’ Pesaro, quasi interamente dedicato alla scultura. </p><p class='standard'></p>
					
						<p><strong>Galleria Internazionale d'Arte Moderna-Ca' Pesaro</strong> - Santa Croce 2076 - 30125 Venezia</p>
					
					<p><strong>Categoria:</strong> mostre</p>
					<p><strong>Prenotazione:</strong> it</p>
					<p><strong>Biglietto:</strong> Intero € 6.50, Ridotto € 4.00</p>	
					
							<div><strong>Organizzatori:</strong>
						
						
						<div>Fondazione Musei Civici Veneziani</div>
						
					
							</div>
						
				 ]]></content>
		</entry>
	
		<entry>
			<title>Il Teatro del Mondo edificio singolare - Omaggio a Aldo Rossi</title>
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			<updated>2010-02-09T00:00:00Z</updated>
			<content type="html"><![CDATA[ 					<p><img src="http://www.agendavenezia.org/photos/th-1265726587.jpg" alt=""/></p>	
					<p><i>2010-02-10  - 2010-07-31 </i></p>
					<p>Sarà aperta al pubblico dal 10 febbraio al 31 luglio 2010 a Ca’ Giustinian - rinnovata sede della Biennale di Venezia presieduta da Paolo Baratta - la mostra “La Biennale di Venezia 1979-1980. Il Teatro del Mondo edificio singolare. Omaggio a Aldo Rossi”, curata da Maurizio Scaparro. Allestita presso il Portego di Ca’ Giustinian pian terreno, la mostra avrà inizio in occasione del Carnevale di Venezia 2010.
 
A 30 anni dalla sua realizzazione viene proposta una rilettura del celebre progetto di Aldo Rossi per il Teatro del Mondo, edificio galleggiante ancorato alla Punta della Dogana, realizzato nel 1979 in occasione della mostra Venezia e lo spazio scenico, utilizzato nel 1980 dal Settore Teatro per la prima edizione del Carnevale di Venezia e trasportato via mare nell’estate del 1980 al Festival Teatrale di Dubrovnik.
 
“Il progetto per il Teatro del Mondo – spiegava Aldo Rossi - si caratterizza da tre fatti, l’avere uno spazio usabile preciso anche se non precisato, il collocarsi come volume secondo la forma dei movimenti Veneziani, essere sull’acqua. Appare evidente come essere sull’acqua sia la sua caratteristica principale, una zattera, una barca: il limite o confine della costruzione di Venezia”.
 
Nell’ambito delle Attività Permanenti e dei Settori Arti Visive/Architettura, Teatro e ASAC (Archivio Storico delle Arti Contemporanee), la mostra consente la valorizzazione e fruizione da parte del pubblico dei materiali dell’ASAC, così come attuato nel 2009 con la mostra Macchine di visione. Futuristi alla Biennale realizzata negli stessi spazi. Si tratta inoltre di una nuova iniziativa che concorre a identificare Ca’ Giustinian sede ideale della Biennale e centro di vita culturale della città.</p><p class='standard'>L’allestimento prevede materiali e riproduzioni di documenti provenienti dall’ASAC, dalla Fondazione Aldo Rossi e dal MAXXI (Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo), dalla Biblioteca Nazionale Marciana, dal Museo Correr e dalle Teche RAI, e in particolare:
·        modello del Teatro del Mondo
·        sfera metallica originale di coronamento della copertura
·        struttura a riproduzione di un antico “mondo novo”, con immagini storiche
·        documenti grafici, manifesti, disegni, fotografie e video (estratti RAI)
·        corrispondenza dell’epoca e comunicati stampa
·        estratti dal documentario Venezia e lo spazio scenico (la Biennale di Venezia)
·        documentario Aldo Rossi. Il Teatro del Mondo a cura di Francesco Saverio Fera, regia di Dario Zanasi
 
“Vorrei notare – spiegava Aldo Rossi nel 1981 - che il Teatro del Mondo mi ha colpito nella sua vita; cioè per la sua formazione e per il suo stare nella città e rispetto allo spettacolo. Mentre ascoltavo la sera dell'apertura del Teatro davanti alla Salute alcune musiche di Benedetto Marcello e vedevo la gente fluire sulle scale e assieparsi all'interno sulle balconate, ho colto un effetto che avevo solo genericamente previsto. Stando il Teatro sull'acqua si poteva vedere dalle finestre e fuori il passaggio dei vaporetti e delle navi come se si fosse stati su un'altra nave, e queste altre navi entravano nell'immagine del teatro costituendone la vera scena fissa e mobile.”
 
“E all’acqua, non solo a Venezia – scriveva ancora Aldo Rossi - le città affidavano compiti diversi. I barconi che scendono dal Ticino nella nebbia lombarda si trasformavano nelle barche del carnevale, le costruzioni sull’acqua segnano le incisioni delle città gotiche del nord.
Proprio l’immagine di Venezia, sintesi di paesaggi gotici e nebbiosi e di inserti o trasposizioni orientali, ne fissa la capitale della città sull’acqua. E quindi dei possibili passaggi, non solo fisici o topografici, tra i due mondi. Anche il ponte di Rialto è un passaggio, un mercato, un teatro.
Queste analogie del luogo nel progettare un edificio hanno per me un’importanza decisiva, se ben lette sono già il progetto. Anche se si tratta di un edificio dal tempo prevedibilmente breve, esso è solo un capriccio veneziano”.
</p>
					
						<p><strong>Ca' Giustinian</strong> - San Marco 1364/a - Venezia</p>
					
					<p><strong>Categoria:</strong> mostre</p>
					<p><strong>Prenotazione:</strong> it</p>
					<p><strong>Biglietto:</strong> Ingresso libero</p>	
					
							<div><strong>Organizzatori:</strong>
						
						
						<div>La Biennale di Venezia</div>
						
					
							</div>
						
				 ]]></content>
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			<title>JIM HODGES. Love, eccetera</title>
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			<updated>2010-01-27T00:00:00Z</updated>
			<content type="html"><![CDATA[ 					<p><img src="http://www.agendavenezia.org/photos/th-1264605494.jpg" alt=""/></p>	
					<p><i>2010-02-05  - 2010-04-05 </i></p>
					<p>La Fondazione Bevilacqua La Masa accoglie l’artista americano Jim Hodges per la sua prima personale in uno spazio pubblico italiano. 
La mostra è organizzata da Centre Pompidou, Musée national d'art moderne di Parigi in collaborazione con Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia e Camden Arts Center 
di Londra.
Artista riconosciuto sulla scena americana, Jim Hodges presenterà una sessantina di opere nella sede della Galleria di Piazza San Marco offrendo una panoramica del lavoro e del singolare universo di questo artista d’eccezione.
</p>
					
						<p><strong>Galleria Bevilacqua la Masa</strong> - San Marco 71/C - 30124 Venezia</p>
					
					<p><strong>Categoria:</strong> mostre</p>
					<p><strong>Prenotazione:</strong> it</p>
				
					
							<div><strong>Organizzatori:</strong>
						
						
						<div>Fondazione Bevilacqua La Masa</div>
						
					
							</div>
						
				 ]]></content>
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		<entry>
			<title>800 DISEGNI INEDITI DELL’OTTOCENTO VENEZIANO</title>
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			<updated>2009-12-17T00:00:00Z</updated>
			<content type="html"><![CDATA[ 					<p><img src="http://www.agendavenezia.org/photos/th-1263919996.jpg" alt=""/></p>	
					<p><i>2009-12-19  - 2010-04-11 </i></p>
					<p>La collezione dei disegni dell'Ottocento veneziano del Museo Correr è una delle più ampie nel panorama della grafica di quel secolo.</p><p class='standard'>Si tratta di svariate centinaia di fogli di differente qualità e natura che - forse oscurati dalla celebrità della grafica del Settecento massicciamente presente nelle collezioni del Correr -  non hanno mai avuto l'attenzione che avrebbero meritato, rimanendo a lungo considerati un patrimonio 'minore' e prevalentemente utilizzati a scopo documentario.</p><p class='standard'>A poco a poco, però, è emersa l'eccezionale importanza di questi fondi sotto molteplici punti di vista.</p><p class='standard'>Nell’ambito del programma di valorizzazione dell’immenso patrimonio delle collezioni, la Fondazione Musei Civici di Venezia ne presenta con questa mostra al Correr una vasta rassegna. Sono opere in grandissima parte inedite,  dovute ad autori come Caffi, Pividor, Giacomo Guardi, Moro, Bosa, Vervloet e altri.</p><p class='standard'>Curata da Giandomenico Romanelli, Filippo Pedrocco e Andrea Bellieni, la mostra si snoda tra il Salone d‘onore e la vasta area espositiva al secondo piano del museo.</p><p class='standard'>Presenta opere d'argomento veneziano o concepite e realizzate a Venezia, a proposito di Venezia, o ispirate alla città e ai suoi aspetti monumentali e sociali come soggetto di esercitazione o di risonanza poetica. Alla mostra è abbinato un album guida, edito dalla Fondazione musei Civici di Venezia, mentre è in programma la catalogazione scientifica dell’intera collezione.</p>
					
						<p><strong>Museo Correr</strong> - San Marco 52 - 30124 Venezia</p>
					
					<p><strong>Categoria:</strong> mostre</p>
					<p><strong>Prenotazione:</strong> it</p>
					<p><strong>Biglietto:</strong> € 4,00</p>	
					
							<div><strong>Organizzatori:</strong>
						
						
						<div>Fondazione Musei Civici Veneziani</div>
						
					
							</div>
						
				 ]]></content>
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			<title>Prove di teatro transrazionale</title>
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			<updated>2010-03-10T00:00:00Z</updated>
			<content type="html"><![CDATA[ 				
					<p><i>2010-05-23  - 2010-05-24 </i></p>
					<p>RECITAL CUBO-FUTURISTA</p><p class='standard'>lettura drammatizzata dell'opera cubo-futurista
russa 'VITTORIA SUL SOLE'</p><p class='standard'>Riduzione e traduzione dal russo di Ombretta Cigni</p><p class='standard'>Regia Matilde Tudori</p>
					
						<p><strong>Teatro della Murata</strong> - Via Giordano Bruno 19 - 30174 Mestre, Venezia</p>
					
					<p><strong>Categoria:</strong> teatro</p>
					<p><strong>Prenotazione:</strong> it</p>
				
					
							<div><strong>Organizzatori:</strong>
						
						
						<div>Città di Venezia. Attività e Produzioni Culturali, Spettacolo, Sistema Bibliotecario. Area Produzioni culturali e dello Spettacolo</div>
						
					
							</div>
						
				 ]]></content>
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			<title>UTOPIA MATTERS: DALLE CONFRATERNITE AL BAUHAUS</title>
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			<updated>2010-03-04T00:00:00Z</updated>
			<content type="html"><![CDATA[ 					<p><img src="http://www.agendavenezia.org/photos/th-1267715570.jpg" alt=""/></p>	
					<p><i>2010-05-01  - 2010-07-25 </i></p>
					<p>Il concetto di utopia è sempre stato oggetto d’indagine da parte di artisti, oltre che modello per la creazione di comunità artistiche fondate su un principio di società ideale. I primi gruppi utopistici presero già forma nel corso del 1800, con l’intento, agli inizi del XX secolo, di rimodellare la società attraverso l’arte e il design. Questi includono i Nazareni a Roma, i Pre-raffaelliti inglesi, le comunità rurali nate attorno a Camille Pisarro e il Bauhaus, corrente fondata sul principio utopistico della “costruzione del futuro”. La mostra prende in esame una serie di casi studio internazionali dagli inizi del XIX secolo al 1933 – anno in cui l’influenza del fascismo e dello stalinismo pose un freno a tali progetti – ed esamina l’evoluzione degli ideali utopici nel pensiero e nella pratica artistica occidentale moderna. Tra i movimenti rappresentati Les Barbus, William Morris and Arts and Crafts, la Cornish Colony, il Neo-Impressionismo, De Stijl, il Costruttivismo russo. La mostra è organizzata in collaborazione con il Deutsche Guggenheim di Berlino, dove sarà esposta dal 22 gennaio al 11 aprile 2010.
</p>
					
						<p><strong>Peggy Guggenheim Collection</strong> - Dorsoduro 710 - 30123 Venezia</p>
					
					<p><strong>Categoria:</strong> mostre</p>
					<p><strong>Prenotazione:</strong> it</p>
				
					
							<div><strong>Organizzatori:</strong>
						
						
						<div>Peggy Guggenheim Collection</div>
						
					
							</div>
						
				 ]]></content>
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			<title>ETNO Energy Task Team  </title>
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			<updated>2010-03-11T00:00:00Z</updated>
			<content type="html"><![CDATA[ 				
					<p><i>2010-04-22  - 2010-04-23 </i></p>
					<p>L’Energy Task Team (ENGY TT), sotto sezione di ETNO (European Telecommunications Network Operator’s Association), ha l’obiettivo di migliorare le performance ICT a livello ambientale in relazione alla produzione e al consumo di energia elettrica.
Gli attuali membri del gruppo sono: Telecom Italia, Belgacom, British Telecom, Cable &amp; Wireless, Cyprus Telecommunications Authority, Deutsche Telekom, Eircom, France Telecom, KPN, Magyar Telecom, Mila Siminn, P&T Luxembourg, Portugal Telecom, Swisscom, TDC, Telefónica, Telekom Austria, Telekomunikacja Polska, Telenor, Teliasonera.
</p>
					
					<p><strong>Categoria:</strong> conferenze e convegni</p>
					<p><strong>Prenotazione:</strong> it</p>
				
					
							<div><strong>Organizzatori:</strong>
						
						
						<div>Telecom Italia Future Centre</div>
						
					
							</div>
						
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			<title>Felice Carena</title>
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			<updated>2010-02-25T00:00:00Z</updated>
			<content type="html"><![CDATA[ 					<p><img src="http://www.agendavenezia.org/photos/th-1267113706.jpg" alt=""/></p>	
					<p><i>2010-03-27  - 2010-07-01 </i></p>
					<p>Venezia dedica una grande mostra a Felice Carena (Cumiana, Torino 1879 – Venezia,1966), protagonista indiscusso del Novecento italiano; un omaggio all’artista di origini piemontesi che scelse la Serenissima per trascorrere gli ultimi ma fecondi anni della sua carriera.</p><p class='standard'>Promossa dalla Regione del Veneto, dall’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti e da Arthemisia Group, la mostra “Felice Carena” si terrà dal 27 marzo a luglio 2010, nella prestigiosa sede di Palazzo Franchetti.</p><p class='standard'>Dopo la mostra dedicata nella stessa sede a Zoran Music, conclusa il 7 marzo, prosegue dunque la valorizzazione degli artisti legati alla città e, in particolare, alla riscoperta di un grande pittore come Felice Carena, da lungo tempo assente nel panorama delle esposizioni.
Dopo oltre vent’anni dalla rassegna svoltasi a Torino nel 1996, la mostra veneziana è la prima importante occasione per riscoprire e rivalutare il Maestro attraverso una rilettura critica aggiornata, con attenzione gli anni veneziani e ripercorrendo altresì la sua lunga attività pittorica, ricca di richiami e di soluzioni stilistiche in continua evoluzione.</p><p class='standard'>A cura di Virginia Baradel e con un comitato scientifico di prestigio composto, insieme alla curatrice da Luigi Cavallo, Elena Pontiggia, Nico Stringa l’evento, coordinato da Stefano Cecchetto, riunisce oltre 90 opere provenienti dai maggiori musei italiani e da collezioni private, tracciando la parabola di una biografia artistica che si snoda dai primi anni torinesi sino alle struggenti Pietà e alle sontuose Nature morte degli ultimi anni.
In mostra capolavori esemplari, come I Viandanti (1908-1909, GAM, Udine), Ritratto di un sacerdote (1913, Ca’ Pesaro, Venezia), Bambina sulla porta (1919, Fondazione Giorgio Cini, Venezia), La Quiete (1921-1926, Banca d’Italia), Gli Apostoli (1924, GAM Palazzo Pitti, Firenze), La scuola (1927-1928, Monte dei Paschi), Uomo che dorme (1938, Galleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea, Roma), Teatro popolare (1933, GAM, Milano); e molte importanti opere inedite o mai esposte tra cui la bellissima Deposizione (1938-1939), eccezionalmente prestata dai Musei Vaticani, la Fuga in Egitto (1940), il Ratto delle Sabine (1942) e il nucleo centrale del discusso dipinto Dogali (1936), recentemente ritrovato ed esposto come novità assoluta in questa occasione.</p><p class='standard'>L’artista
Felice Carena nasce il 13 agosto 1879 a Cumiana, presso Pinerolo, da una famiglia borghese della provincia torinese. Studia all’Accademia Albertina di Torino, dove segue i corsi di Giacomo Grosso. Frequenta l’ambiente intellettuale e letterario della città, si lega a Giovanni Cena ed Enrico Thovez, finché non si trasferisce a Roma nel 1906, entrando nel mondo culturale romano. Compie numerosi viaggi di studio in Europa (Parigi, Basilea, Monaco) e nel 1910 è già un artista di discreta fama. Affermatosi come una rivelazione nella Biennale del 1912, dove nonostante la giovane età ottiene una sala personale, diviene figura di spicco della pittura del Novecento. Osannato tra le due guerre, principe dell’Accademia fiorentina e Accademico d’Italia, Carena si trova tuttavia ad espiare nel dopoguerra l’ombra di una subdola rimozione sia ideologica che artistica. Nel 1944 abbandona la sua villa fiorentina, occupata dai tedeschi, e si ritira nel convento di San Marco che lascia l’anno dopo per trasferirsi a Venezia. Nella città di Tiziano e Tiepolo e delle Biennali continua a dipingere sino alla morte circondato dall’affetto dell’adorata figlia Marzia e del vecchio amico Gilberto Errera. Venezia guarisce le sue ferite e gli offre una nuova stagione di vita e di ricerca. Espone ancora alle Biennali del 1950, 1954 e 1956, e in numerose mostre in Italia e all’estero negli anni Cinquanta e Sessanta. Gli sono amici fedeli figure come Giuseppe Roncalli (futuro Giovanni XIII) e Vittorio Cini.
Nel 1951 dipinge una pala d’altare nella Chiesa di San Rocco, nel 1963 una Deposizione per la Chiesa dei Carmini. Continua un’intensa produzione pittorica che interrompe solo all’inizio del 1966 a causa di un grave disturbo alla vista. Il 10 giugno muore nella sua casa di fondamenta Briati (Dorsoduro). Per sua volontà lascia alla Galleria d’Arte Moderna di Cà Pesaro alcuni dipinti e venticinque disegni e alla Fondazione Cini un gruppo di 60 disegni.</p><p class='standard'>La mostra
Il percorso della mostra si presenta idealmente come una quadreria, che bene si inserisce nelle scenografiche sale di Palazzo Franchetti. Una scelta di capolavori e di opere esemplari in ordine cronologico illustra i diversi periodi della vicenda artistica di Felice Carena per cogliere infine l'originalità e la singolare qualità della pittura del periodo veneziano.
La prima sezione è dedicata all’iniziale periodo estetizzante e crepuscolare, venato di simbolismo e di patetismo. Sono gli anni torinesi quando l’artista assimila la lezione del Grosso e quella, a lui ancora più affine, di Bistolfi e di Segantini. Si trovano qui riuniti alcuni capolavori dei primi anni dieci come La perla (1908), il Ritratto della baronessa Ferrero (1910), Ofelia (1912); alcuni inediti come il Ritratto della sorella del 1901 e il Violinista del 1905; nonché i due celebri quadri La Rivolta (1904) dell'Accademia di Roma e il monumentale I Viandanti (1908) della Galleria d’Arte Moderna di Udine, che segnano il passaggio dall’estetismo romantico e crepuscolare alla veemenza letteraria della denuncia sociale dei primi anni romani.
La seconda sezione presenta la svolta del 1913. Tra il 1913-1914 Carena matura infatti laprima svolta stilistica che guarda ai francesi Derain, Gauguin, Cézanne. Prosciuga ogni fusione e ogni languore, scansiona i volumi, sagoma le linee, purifica la composizione. I soggiorni nel
borgo incontaminato di Anticoli Corrado contribuiscono a questa nuova visione che il pittore esprime al meglio in quadri come Ritratto di un sacerdote di Ca' Pesaro (1913), Guarfalda (1914) e il capolavoro Bambina sulla porta (1919) della Fondazione Cini. Sono esposti inoltre per la prima volta La guardiana dei porci (1914 c), Corsa con i sacchi (1919), Natura morta con arringhe (1920) e la Natura morta con fiori, che compare tra i quadri che il pittore ritirò dalla Biennale del 1914 perché il critico Vittorio Pica avanzava delle riserve sul nuovo corso della sua pittura.
La guerra, vissuta in prima linea sul fronte dell’Ortigara, accentua il desiderio di essenzialità espressiva, cui si lega il personale approccio al classicismo nel clima di Valori Plastici e di Novecento nei primi anni venti. 
I capolavori di questa stagione si possono ammirare nella terza sezione dove sono bene rappresentati da dipinti come La Quiete (1921-26) e Gli Apostoli (1924). Figure modellate con la luce che emanano una sensazione di tranquillità e compostezza, nella cui tessitura si coglie l’eco della pittura di Cézanne. Alcune nature morte
esemplari e mai esposte fanno da contorno ai due quadri maggiori.
La quarta sezione è dedicata al passaggio dal naturalismo novecentista al 'realismo poetico', cifra inconfondibile del Maestro. Biennali veneziane e Quadriennali romane lo incoronano tra i massimi esponenti della pittura italiana. A quell’epoca il suo naturalismo ha cambiato d’accento e trascorre dal canone classico a un realismo sempre più scabro, ruvido, espressivo. Esemplari in questo senso capolavori come La scuola (1927-1928) della Collezione del Monte dei Paschi, Lo specchio (1928) dei Musei di Genova, Il terrazzo (1929) della Galleria d’Arte Moderna di Udine, La famiglia (1929) della Galleria Comunale d'Arte Moderna di Roma. La splendida Natura morta con conchiglie e anguria del 1930 segna invece il punto di svolta verso la produzione degli anni trenta, contrassegnata da una serie di ritratti, da Figura in
maschera (1932) e dal capolavoro Teatro popolare (1933). In questa sezione si trova inoltre il dipinto Dogali, unica concessione dell’artista alla retorica
fascista, che suscitò aspre polemiche alla Biennale del 1936 perché i morti erano struggenti e non eroici; un quadro fatto “a fette” dallo stesso Carena, lasciando però intatto il magnifico nucleo centrale che è stato ritrovato solo recentemente, dopo un’accurata ricerca, e quindi mai
esposto prima d’ora.
Allo scadere del decennio si collocano infine tre quadri tra i più celebri della produzione del pittore: Uomo che dorme (1938), Bagnanti (1938) e la straordinaria Deposizione (nota anche come Pietà ed esposta alla Biennale del 1940), una delle perle della Collezione d'Arte Sacra Moderna dei Musei Vaticani (acquistata dal conte Cini e poi donata a Paolo VI), eccezionalmente prestata per la mostra veneziana. 
Seguono nella quinta sezione alcuni quadri a cavallo tra gli anni tenta e quaranta dove, sulla scia di Delacroix, protagonisti sono gli Angeli: ci sono due versioni dell'Annuncio ai pastori (1940), l'Angelo che lotta con Giacobbe (1939) e una sorprendente Fuga in Egitto (1940 c), altra opera mai esposta, dove calde cromie sulla gamma dei rossi e dei gialli esaltano il delicato dinamismo del gruppo dei pellegrini. Si trovano qui anche alcuni quadri dei primi anni quaranta come Il ratto delle Sabine (1942) e La conversione di Saulo (1942 c), in cui l'animazione si fa più concitata e i colori più tenui e contrastati. Il passaggio successivo è verso la piena luminosità e i quadri in mostra alla Galleria Michelangelo a Firenze nel 1943, anticipano già gli sviluppi veneziani. La selezione di opere della sesta sezione, tra cui l'Esodo (1943 c.), Pioggia di Fuoco (1943), Il passaggio del mar rosso (1945), Busto di Marzia (1946) Autoritratto e Bagnanti (1947), dimostrano al meglio questa nuova evoluzione e l’ormai pressante desiderio di dare corpo leggero e unitario alla luce.</p><p class='standard'>La mostra si conclude con un importante documentazione degli anni veneziani, nella settima sezione. Carena vive qui fianco a fianco con i grandi pittori del Cinquecento e del Settecento e il suo animo si quieta sia nella luce e nella drammaticità dei grandi del passato come Tiepolo e Tintoretto, sia nella sublime leggerezza della tradizione lagunare post-impressionista. Materia e luce si fondono nei corpi solidi, nel lento impasto dei toni delle nature morte, mentre la vibrazione del segno e la macerazione del tocco trovano la strada della figura. Il Cristo delle ultime Pietà, e con lui ogni uomo che si riconosce nello strazio del Calvario, diventa la figura cardine del dolore e dell’abbandono che trovano in Carena veneziano un cantore altissimo. Sono opere dedicate all'espressionismo tragico dei poveri (Pastore, 1950, Teatro popolare, 1952, di Ca’ Pesaro, Pietà, 1955, della Galleria Civica di Vittorio Veneto, Angoscia, 1956, della Collezione Marzotto). Negli stessi anni tuttavia Carena dipinge anche le
magnifiche Nature morte, tra cui spiccano quelle conservate alla Fondazione Cini, dove raggiunge una meditata sintesi compositiva.
Venezia diventa dunque il prisma attraverso cui rileggere l’intera storia della pittura di Felice Carena che accanto ai grandi estimatori ebbe anche critici avversi: gli
venivano contestate la pluralità di richiami e la mancanza di coesione compositiva. La mostra e i saggi del catalogo Marsilio, portano oggi alla luce la sua inconfondibile
cifra personale e sfatano l’idea di un Carena, vecchio, sofferente, ripiegato su se stesso perché il tramonto dal punto di vista biografico portò al raggiungimento di
nuovi traguardi, attraverso un’altissima e inesausta ricerca.</p>
					
						<p><strong>Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti</strong> - Campo S. Stefano, 2945 - 30124 Venezia</p>
					
					<p><strong>Categoria:</strong> mostre</p>
					<p><strong>Prenotazione:</strong> it</p>
				
					
							<div><strong>Organizzatori:</strong>
						
						
						<div>Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti</div>
						
					
							</div>
						
				 ]]></content>
		</entry>
	
		<entry>
			<title>Delle Acque, dei Cieli e dei Miraggi - Aldo Bovo</title>
			<link href="http://www.agendavenezia.org/it/evento-17731.htm"/>
			<id>http://www.agendavenezia.org/it/evento-17731.htm</id>
			<updated>2010-03-10T00:00:00Z</updated>
			<content type="html"><![CDATA[ 				
					<p><i>2010-03-27  - 2010-04-18 </i></p>
					<p>Un miraggio è un fenomeno ottico naturale, in cui i raggi di sole vengono piegati a produrre l'immagine spostata di oggetti lontani e in cielo. 
Viene dal latino 'mirare': 'a guardare, a meraviglia'. 
E' la stessa radice di 'specchio' e 'ammirare'. 
Come uno specchio, un miraggio mostra immagini di cose che sono altrove. 
Altrove può significare anche: nei nostri sogni. 
Acqua, cielo e luce sono elementi nei quali il volo di Aldo Bovo è stato straordinariamente libero e sincero. </p><p class='standard'>Dunque che dal loro unirsi - in un luogo lontano e magico, sfumando in un quadro di 
colori - miraggi nascano, è fatto del tutto naturale; e infatti accade ogni qual volta 
incontrano la nostra capacità di provare meraviglia, e (possibilmente) sognare. 
</p>
					
					<p><strong>Categoria:</strong> mostre</p>
					<p><strong>Prenotazione:</strong> it</p>
					<p><strong>Biglietto:</strong> Ingresso libero</p>	
					
							<div><strong>Organizzatori:</strong>
						
						
						<div>Associazione culturale Aldo Bovo</div>
						
					
						
						<div>Comune di Venezia</div>
						
					
							</div>
						
				 ]]></content>
		</entry>
	
		<entry>
			<title>Pronto, Franca?</title>
			<link href="http://www.agendavenezia.org/it/evento-17740.htm"/>
			<id>http://www.agendavenezia.org/it/evento-17740.htm</id>
			<updated>2010-03-10T00:00:00Z</updated>
			<content type="html"><![CDATA[ 					<p><img src="http://www.agendavenezia.org/photos/th-1268238529.jpg" alt=""/></p>	
					<p><i>2010-03-27  - 2010-03-28 </i></p>
					<p>Gli interpreti sono:
Marina BIOLO voce narrante
Margherita STEVANATO voce narrante
Caterina MARCUGLIA al falsopiano
Cristiana BERTOLDO soprano</p><p class='standard'>I registri comici, i contenuti, il senso del ritmo e le
battute a sorpresa di questa grande e raffinata donna di
spettacolo, s’intonano alle corde ironiche di Marina Biolo e
Margherita Stevanato che, ben lontane dal volerla imitare,
ne colgono “l’essenza”, proponendo le loro personali
interpretazioni.
I personaggi e le caratterizzazioni che hanno reso
celebre Franca Valeri, sono presentati dalle due attrici nella
loro personale chiave di lettura: veri e propri “esercizi di
stile” che percorrono 60 anni di successi teatrali, televisivi e
cinematografici.
Marina Biolo e Margherita Stevanato sono coadiuvate come sempre dall’abile ed eclettica
Caterina Marcuglia al falsopiano e accompagnate dal soprano Cristiana Bertoldo, per non
dimenticare il prezioso contributo di Franca Valeri al melodramma italiano, continuano a
proporre un nuovo modo di far spettacolo: “pensare sorridendo”.</p>
					
						<p><strong>Teatro della Murata</strong> - Via Giordano Bruno 19 - 30174 Mestre, Venezia</p>
					
					<p><strong>Categoria:</strong> teatro</p>
					<p><strong>Prenotazione:</strong> it</p>
					<p><strong>Biglietto:</strong> € 7.00</p>	
					
							<div><strong>Organizzatori:</strong>
						
						
						<div>Città di Venezia. Attività e Produzioni Culturali, Spettacolo, Sistema Bibliotecario. Area Produzioni culturali e dello Spettacolo</div>
						
					
							</div>
						
				 ]]></content>
		</entry>
	
		<entry>
			<title>Global Photography - looking at/looking for</title>
			<link href="http://www.agendavenezia.org/it/evento-17748.htm"/>
			<id>http://www.agendavenezia.org/it/evento-17748.htm</id>
			<updated>2010-03-11T00:00:00Z</updated>
			<content type="html"><![CDATA[ 					<p><img src="http://www.agendavenezia.org/photos/th-1268318301.jpg" alt=""/></p>	
					<p><i>2010-03-20  - 2010-04-24 </i></p>
					<p>Immagini dal mondo che muta.
Global Photography alla Galleria Contemporaneo. Si tratta della prima collaborazione con il Festival di Fotografia di Savignano, appuntamento che ormai da una ventina di anni sonda il panorama della ricerca fotografica a livello internazionale. Dunque un appuntamento che rappresenta un voluto riprendere le fila di un discorso sulla fotografia come strumento privilegiato per sondare le problematiche del mondo contemporaneo. In particolare, venendo così al tema centrale della proposta espositiva, riguardante la questione dell’identità personale, gli autori, pur provenendo da paesi e culture molto diversi, sono accomunati dalla necessità di indagare cosa venga caratterizzando il singolo individuo in un mondo che sembra aver annullato, almeno in apparenza, ogni senso della distanza e della differenza.</p><p class='standard'>In mostra fotografie di
Evan Baden (USA), Catherine Balet (F), Mathieu Bernard-Reymond (CH), Michele Cera (I),Samantha Cohn (USA), Jen Davis (USA), Wolfram Hahn (D), Alessandro Imbriaco (I), Seba Kurtis (ARG), Molly Landreth (USA), Kalpesh Lathigra (UK), Maria Leutner (D), Andrés Marroquin Winkelmann (PERU), Francesco Millefiori (I), Colin Pantall (UK), Andrew Phelps (A), Marion Poussier (F), Blerim Racaj (UK), Richard Renaldi (USA), Frank Rothe (D), Carla van de Puttelaar (NL), Shen Wei (CHINA).</p>
					
						<p><strong>Galleria D'Arte Contemporaneo</strong> - Piazzetta Olivotti, 2 - Mestre</p>
					
					<p><strong>Categoria:</strong> mostre</p>
					<p><strong>Prenotazione:</strong> it</p>
					<p><strong>Biglietto:</strong> Ingresso libero</p>	
					
							<div><strong>Organizzatori:</strong>
						
						
						<div>Galleria Contemporaneo</div>
						
					
							</div>
						
				 ]]></content>
		</entry>
	
		<entry>
			<title>Luigi Viola - Frames</title>
			<link href="http://www.agendavenezia.org/it/evento-17724.htm"/>
			<id>http://www.agendavenezia.org/it/evento-17724.htm</id>
			<updated>2010-03-09T00:00:00Z</updated>
			<content type="html"><![CDATA[ 					<p><img src="http://www.agendavenezia.org/photos/th-1268143691.jpg" alt=""/></p>	
					<p><i>2010-03-19  - 2010-04-13 </i></p>
					<p>Nel 1983 Vilém Flusser, acuto teorico della fotografia e, più in generale, dell'immagine, descrive il
rapporto tra fotografo e apparato come una lotta per la libertà del primo dal secondo. Il medium
fotografico, nella sua meccanicità ed automaticità, contiene al suo interno una serie di vincoli (tecnici e
ontologici) che l'artista deve forzare al fine di esprimere la propria dimensione interiore nella maniera
più libera e individuale possibile. Succede allora, talvolta, – come testimonia questa mostra – che un
artista riesca a scardinare i vincoli tecnologici imposti dalla fotografia per dischiudere uno spazio
privato, in grado di condensare sulla superficie bidimensionale dell'immagine sensazioni, ricordi,
emozioni ed esperienze. Elementi interiori che sgorgano all'esterno, travalicando e quasi annullando
l'idea comune di fotografia come traccia concreta del reale.
Luigi Viola, artista poliedrico attivo da quarant'anni, si è fin dall'inizio concentrato su tematiche
legate alla memoria, all'esperienza soggettiva, al bagaglio emozionale e all'identità, sondando con
tenacia e originalità il medium fotografico – di volta in volta affiancato a video, pittura, performance,
scrittura. Frames è una difficile, ma allo stesso tempo significativa, selezione delle sue opere più
recenti. Opere che giocano con l'immagine tecnica, che la plasmano e la dilatano per farne quasi
emergere il rimosso, la memoria involontaria di proustiana derivazione.
Il “frame”, infatti, oltre ad essere la cornice, il telaio, rappresenta anche il fermo immagine, l'istante.
È ciò che costituisce l'ossatura, ma anche ciò che scorre, un brandello estratto da un flusso continuo.
Inaugurazione mostra alle ore 18.00
Una metafora del nostro rapporto con il tempo e con il ricordo.</p>
					
					<p><strong>Categoria:</strong> mostre</p>
					<p><strong>Prenotazione:</strong> it</p>
				
					
							<div><strong>Organizzatori:</strong>
						
						
						<div>Ikona Venezia, International School of Photography</div>
						
					
							</div>
						
				 ]]></content>
		</entry>
	
		<entry>
			<title>Reflections and Realities </title>
			<link href="http://www.agendavenezia.org/it/evento-17730.htm"/>
			<id>http://www.agendavenezia.org/it/evento-17730.htm</id>
			<updated>2010-03-10T00:00:00Z</updated>
			<content type="html"><![CDATA[ 					<p><img src="http://www.agendavenezia.org/photos/th-1268230766.jpg" alt=""/></p>	
					<p><i>2010-03-18  - 2010-04-12 </i></p>
					<p>Il titolo vuole rendere testimonianza della complessità del rapporto tra arte e realtà, un tema riemergente nel dibattito attuale con tratti originali rispetto al passato. Una relazione peraltro fondativa dell’esperienza artistica intesa non solo come capacità di suscitare la dimensione del senso ma anche di produrre autonomamente mondi e visioni. </p><p class='standard'>
Per questo, nella proposta curatoriale, nata nell’ambito del laboratorio di Pittura e Progettazione multimediale di Luigi Viola All’Accademia di Belle Arti di Venezia e nei lavori di Elodie Barattucci, Nicola Buzzolan, Sara Cavallin, Mauro Corti, Cesare Diana / Ester Marano, Pietro Mingotti, Enrico Sambenini, Eugenia Torelli, è possibile cogliere i segni di un dibattito assai attuale, crediamo, ed espressione di una sensibilità  che considera l’arte non soltanto come uno strumento di indagine, riflessione e critica ma come una possibilità di produrre mondi originali, non meno reali di quelli fin qui conosciuti, attraverso una capacità manipolatoria, trasformativa e rigenerativa dell’immagine che deriva proprio dalle potenzialità offerte dalle nuove tecnologie. </p><p class='standard'>
Non vi è la pretesa di trovare ingenue soluzioni ad uno stato di generale crisi, ma il desiderio di contribuire - almeno in parte – a quel “ritorno dell’immagine” come forma di un paesaggio inedito e sinapsi di mondi possibili che possa confermare all’arte una funzione non diversa da quella affidata alla scienza nel dischiudere prospettive antropologiche e modelli vivibili in cui possa riconoscersi l’uomo contemporaneo.</p><p class='standard'>Inaugurazione mostra il 18 marzo alle ore 18.00</p>
					
						<p><strong>Spazio Espositivo ScalaMata</strong> - Ghetto Vecchio, Cannareggio 1235, Venezia 30121</p>
					
					<p><strong>Categoria:</strong> mostre</p>
					<p><strong>Prenotazione:</strong> it</p>
				
					
							<div><strong>Organizzatori:</strong>
						
						
						<div>Accademia di Belle Arti</div>
						
					
						
						<div>Città di Venezia. Attività e Produzioni Culturali, Spettacolo, Sistema Bibliotecario. Area Produzioni culturali e dello Spettacolo</div>
						
					
						
						<div>ScalaMata Exhibition Space</div>
						
					
							</div>
						
				 ]]></content>
		</entry>
	
		<entry>
			<title>Galanterie di vetro. Il Risorgimento vetrario dell'Ottocento nella collezione de Boos-Smith</title>
			<link href="http://www.agendavenezia.org/it/evento-17577.htm"/>
			<id>http://www.agendavenezia.org/it/evento-17577.htm</id>
			<updated>2010-02-25T00:00:00Z</updated>
			<content type="html"><![CDATA[ 					<p><img src="http://www.agendavenezia.org/photos/th-1267113443.jpg" alt=""/></p>	
					<p><i>2010-03-16  - 2010-05-02 </i></p>
					<p>Ai preziosi vetri ottocenteschi di Murano della collezione inedita de Boos-Smith è dedicata la mostra Galanterie di vetro. Il risorgimento vetrario dell'Ottocento che si terrà dal 16 marzo al 2 maggio nel nuovo spazio espositivo dell’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti, a Palazzo Loredan.
 
Promossa dalla Regione del Veneto e dall’Istituto Veneto, la mostra è a cura di Rosa Barovier Mentasti e comprende oltre 250 pezzi, selezionati e organizzati secondo le diverse tecniche vetrarie: un lavoro di recupero dell'antico ‘operato’ dell'Ottocento a Murano, quando le filigrane, i millefiori, le avventurine e i calcedoni, ispirati all’arte vetraria rinascimentale e barocca, si caratterizzavano per finezza tecnica, virtuosismo decorativo e audace policromia. 
I pezzi provengono principalmente dal mercato inglese dell’epoca, collezionati da Fiorella e Phillip de Boos-Smith, londinesi di famiglia australiana: una raccolta emblematica di quel gusto ottocentesco tipicamente inglese che privilegia il colore, la fantasia e la perizia tecnica, portata a volte ai limiti del kitsch.
 
La mostra è un’ulteriore testimonianza dell’impegno dell’Istituto nei confronti dell’arte vetraria. Già nella prima metà dell’Ottocento, tra i Premi d’Industria indetti dall’Istituto per contrastare la crisi economico industriale creatasi dopo la caduta della Repubblica di Venezia, numerosi sono stati quelli assegnati a vetrai, tecnici e imprenditori muranesi, al fine di sollecitare la ricerca e l’innovazione della loro sapiente arte. 
In epoca più recente, si ricorda la mostra ‘Vetri. Nel mondo. Oggi’ che nel 2004 ha inaugurato il restaurato palazzo Franchetti, oltre ai numerosi incontri organizzati tra artisti, storici ed esperti del settore.
</p>
					
						<p><strong>Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti</strong> - Campo S. Stefano, 2945 - 30124 Venezia</p>
					
					<p><strong>Categoria:</strong> mostre</p>
					<p><strong>Prenotazione:</strong> it</p>
				
					
							<div><strong>Organizzatori:</strong>
						
						
						<div>Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti</div>
						
					
							</div>
						
				 ]]></content>
		</entry>
	
		<entry>
			<title>Carlos Gardel - La voce del tango in una storia a fumetti di Munoz &amp; Sampayo</title>
			<link href="http://www.agendavenezia.org/it/evento-17744.htm"/>
			<id>http://www.agendavenezia.org/it/evento-17744.htm</id>
			<updated>2010-03-10T00:00:00Z</updated>
			<content type="html"><![CDATA[ 					<p><img src="http://www.agendavenezia.org/photos/th-1268240264.jpg" alt=""/></p>	
					<p><i>2010-03-13  - 2010-05-02 </i></p>
					<p>Allestita nelle sale espositive al piano terra del Museo, e in sala 10 al primo piano, la mostra presenta le 109 tavole originali dipinte da José Muñoz per il volume Carlos Gardel, edito da Nuages, con sceneggiatura di Carlos Sampayo.</p><p class='standard'>Una storia avvincente e misteriosa, tra Buenos Aires e Montevideo, sul filo della poesia a fumetti di due tra i maggiori interpreti odierni della bande dessinée. </p><p class='standard'>Il lavoro di Muñoz e Sampayo rappresenta la loro variazione sulla vita del grande cantante: non un’interpretazione ma un’opera basata su alcuni aspetti della vita di un artista che è stato il più grande esponente della canzone popolare del Rio De La Plata e una delle voci più straordinarie del XX secolo. </p><p class='standard'>Oltre agli originali sono esposti anche alcuni inchiostri che hanno sempre per soggetto Gardel. </p>
					
						<p><strong>Galleria Internazionale d'Arte Moderna-Ca' Pesaro</strong> - Santa Croce 2076 - 30125 Venezia</p>
					
					<p><strong>Categoria:</strong> mostre</p>
					<p><strong>Prenotazione:</strong> it</p>
					<p><strong>Biglietto:</strong> Intero € 6.50, Ridotto € 4.00</p>	
					
							<div><strong>Organizzatori:</strong>
						
						
						<div>Fondazione Musei Civici Veneziani</div>
						
					
							</div>
						
				 ]]></content>
		</entry>
	
		<entry>
			<title>Cos'ho che non va? divagazioni semiserie sull'eterno femminino</title>
			<link href="http://www.agendavenezia.org/it/evento-17733.htm"/>
			<id>http://www.agendavenezia.org/it/evento-17733.htm</id>
			<updated>2010-03-10T00:00:00Z</updated>
			<content type="html"><![CDATA[ 				
					<p><i>2010-03-13  - 2010-03-14 </i></p>
					<p>di e con Marina Biolo e Margherita Stevanato
al piano Caterina Marcuglia
 
'Femmina o non femmina?' Questo è il dilemma!
Seguendo tortuosi pensieridue insolite conferenziere intendono cercare una risposta, assolutamente 'scientifica', all'eterno quesito:'che cosa caratterizza l'individuo di sesso femminile e lo differenzia così marcatamente da quello di sesso maschile?'
Uno spettacolo particolarmente 'pensato' per tutti coloro che hanno voglia di 'pensare' sorridendo!</p>
					
						<p><strong>Teatro della Murata</strong> - Via Giordano Bruno 19 - 30174 Mestre, Venezia</p>
					
					<p><strong>Categoria:</strong> teatro</p>
					<p><strong>Prenotazione:</strong> </p>
				
					
							<div><strong>Organizzatori:</strong>
						
						
						<div>Città di Venezia. Attività e Produzioni Culturali, Spettacolo, Sistema Bibliotecario. Area Produzioni culturali e dello Spettacolo</div>
						
					
							</div>
						
				 ]]></content>
		</entry>
	
		<entry>
			<title>Workshow – Atelier Bevilacqua La Masa 2010</title>
			<link href="http://www.agendavenezia.org/it/evento-17753.htm"/>
			<id>http://www.agendavenezia.org/it/evento-17753.htm</id>
			<updated>2010-03-11T00:00:00Z</updated>
			<content type="html"><![CDATA[ 					<p><img src="http://www.agendavenezia.org/photos/th-1268321351.jpg" alt=""/></p>	
					<p><i>2010-03-11  - 2010-03-25 </i></p>
					<p>I due artisti africani sono ospiti a Venezia grazie al progetto Art Enclosures Confini d’arte Residenze per artisti internazionali a Venezia ideato dalla Fondazione di Venezia e realizzato in collaborazione con la Fondazione Bevilacqua La Masa e con Polymnia Venezia. L’obiettivo della Fondazione di Venezia – la cui iniziativa è arrivata alla terza residenza - è quello di promuovere e valorizzare la figura e l’opera di questi giovani artisti credendo fortemente nell’importanza del dialogo interculturale fra mondi e realtà differenti, favorendone la creatività artistica all’interno del proprio territorio.
 
La mostra Workshow costituisce per la Fondazione Bevilacqua La Masa il primo momento espositivo di un percorso che durerà tutto l'anno e che vedrà nell'attività dei giovani artisti, che hanno deciso di operare e vivere a Venezia, la concretizzazione di uno dei più importanti scopi fondativi dell'istituzione. La pratica degli atelier e delle residenze d'artista, infatti, caratterizza profondamente questa Fondazione ed altre simili nate assai più di recente e presenti a livello nazionale e internazionale.
 
A questa prima collettiva farà seguito, tra un anno circa, la mostra di fine residenza mentre durante questi mesi si succederanno incontri e studio visits da parte di curatori e galleristi provenienti da istituzioni pubbliche e private.  
La scorsa edizione della mostra, Atelier BLM 2009 che si è conclusa il 20 gennaio 2010, ha avuto luogo presso il centro DOCVA – Viafarini di Milano e ha decretato il successo di un'operazione che vede nei giovani talenti fonte di nuove riflessioni sull' arte contemporanea.
</p>
					
						<p><strong>Fondazione Bevilacqua La Masa</strong> - Dorsoduro 2826 - 30123 Venezia</p>
					
					<p><strong>Categoria:</strong> mostre</p>
					<p><strong>Prenotazione:</strong> it</p>
					<p><strong>Biglietto:</strong> Ingresso libero</p>	
					
							<div><strong>Organizzatori:</strong>
						
						
						<div>Fondazione Bevilacqua La Masa</div>
						
					
							</div>
						
				 ]]></content>
		</entry>
	
		<entry>
			<title>La città</title>
			<link href="http://www.agendavenezia.org/it/evento-17715.htm"/>
			<id>http://www.agendavenezia.org/it/evento-17715.htm</id>
			<updated>2010-03-08T00:00:00Z</updated>
			<content type="html"><![CDATA[ 					<p><img src="http://www.agendavenezia.org/photos/th-1268059388.jpg" alt=""/></p>	
					<p><i>2010-03-11  - 2010-03-24 </i></p>
					<p>Il Bistrot de Venise, uno dei punti di incontro dell’elite veneziana, grazie al suo elegante ambiente ed ai temi d’attualità culturale e sociale che attraggono un </p><p class='standard'>pubblico di classe, ospiterà giovedì, 11 marzo u.c., dalle ore 17.30, l’inaugurazione della mostra “La città” degli artisti visivi Monica e Paul Timofei, attualmente borsisti “Vasile Pârvan” all’Accademia di Romania in Roma.</p><p class='standard'></p>
					
					<p><strong>Categoria:</strong> mostre</p>
					<p><strong>Prenotazione:</strong> it</p>
				
					
							<div><strong>Organizzatori:</strong>
						
						
						<div>Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica</div>
						
					
							</div>
						
				 ]]></content>
		</entry>
	
		<entry>
			<title>Unfolding narratives</title>
			<link href="http://www.agendavenezia.org/it/evento-17800.htm"/>
			<id>http://www.agendavenezia.org/it/evento-17800.htm</id>
			<updated>2010-03-12T00:00:00Z</updated>
			<content type="html"><![CDATA[ 					<p><img src="http://www.agendavenezia.org/photos/th-1268409070.jpg" alt=""/></p>	
					<p><i>2010-03-10  - 2010-04-03 </i></p>
					<p>Grafica e cinema d‘animazione in marzo alla Casa del Cinema con i lavori di una giovane artista veneziana, Irene Fuga, che vive e lavora da qualche tempo a Londra, fresca di Master of Arts in Communication al londinese Royal College of Arts. Unfolding Narratives è il titolo della mostra, visitabile nei locali della Casa del Cinema sino al 3 aprile, mentre il corto d’animazione Pica, realizzato insieme a Rafael Sommerhalder e prodotto dal Royal College, sarà proiettato in prima assoluta italiana mercoledì 31 marzo, alle ore 17, presente in sala la giovane artista, che avrà come presentatore d’eccezione il padre, Guido Fuga, noto scrittore e illustratore veneziano.</p><p class='standard'>La serie di disegni Unfolding Narratives è ispirata al racconto breve The Birds (1952) della scrittrice inglese Daphne Du Maurier. La storia, ambientata in America nel film Gli uccelli (1963) di Alfred Hitchcock, si svolge nell’originale letterario in un paesino nel Devonshire, in Inghilterra. Più che rappresentare le scene descritte nel racconto, i disegni di Irene Fuga intendono comunicare le tensioni che si sviluppano all’interno della novella, un inspiegabile fenomeno della natura, in questo caso gli uccelli, che si ribella inaspettatamente contro gli abitanti di un tranquillo paese. Come fotogrammi congelati, il filo rosso che lega questi disegni è l’evocazione di situazioni immediatamente precedenti o di poco successive ai colpi di scena: una sedia rovesciata, i frammenti dei vetri delle finestre sul pavimento, qualcuno che guarda attraverso le fessure di una veneziana. La stessa tensione creata dalle descrizioni agghiaccianti della scrittrice, e abilmente catturata dalla macchina da presa di Hitchcock… In mostra anche i disegni preparatori per il film d’animazione Pica: una stanza piena di gabbie a celare i resti di ossessioni passate e di desideri mai corrisposti, all’interno di una storia surreale tesa ad esplorare in chiave metaforica le conseguenze fallimentari di un amore troppo idealizzato.
</p>
					
						<p><strong>Videoteca Pasinetti</strong> - S.Croce, San Stae 1882 - 30135 Venezia</p>
					
					<p><strong>Categoria:</strong> mostre</p>
					<p><strong>Prenotazione:</strong> it</p>
					<p><strong>Biglietto:</strong> Ingresso libero</p>	
					
							<div><strong>Organizzatori:</strong>
						
						
						<div>Circuito Cinema</div>
						
					
							</div>
						
				 ]]></content>
		</entry>
	
		<entry>
			<title>Hairspray - Grasso è bello!</title>
			<link href="http://www.agendavenezia.org/it/evento-17658.htm"/>
			<id>http://www.agendavenezia.org/it/evento-17658.htm</id>
			<updated>2010-03-04T00:00:00Z</updated>
			<content type="html"><![CDATA[ 					<p><img src="http://www.agendavenezia.org/photos/th-1267713649.jpg" alt=""/></p>	
					<p><i>2010-03-09  - 2010-03-14 </i></p>
					<p>Può essere definito senza dubbio il Musical del decennio: Oscar del Musical a Broadway al suo esordio e Oscar del Musical europeo a Londra dopo appena poche settimane di programmazione (per la prima volta un Musical del West End è stato candidato in tutte le 11 categorie). 
Tornano il rock&roll e la spensieratezza degli anni '60 in uno spettacolo al limite tra il cartoon, la fiaba e la realtà.</p><p class='standard'>Uno dei casi in cui Cinema e Teatro intrecciano le proprie sorti intorno ad un prodotto sempre vincente: nasce come commedia cinematografica senza canzoni firmata nel 1987 da John Waters; diventa Musical teatrale negli Usa agli albori del nuovo millennio.</p><p class='standard'>
Ritorna sul grande schermo lo scorso anno in un grandioso e scintillante film-musical (oltre 100 milioni di dollari l'incasso nei soli USA) con un cast stellare guidato da John Travolta 'en travestì' nei panni di una simpatica 'cicciona', con Christopher Walken, Michelle Pfeiffer, Zac Efron, Queen Latifah. </p><p class='standard'>E' tale il successo che è già in preparazione 'Hairspray 2' con lo stesso cast.</p><p class='standard'>In 'prima nazionale' assoluta ha debuttato al Sistina la prima versione al mondo in lingua non inglese di Massimo Romeo Piparo (Jesus Christ Superstar, Evita, Tommy, My Fair Lady, La Febbre del Sabato Sera, Lady Day, Alta Società) che firma Regia e adattamento in italiano.</p><p class='standard'>Nei panni rigorosamente femminili della triste 'cicciona' che riconquista sorriso e fiducia in sé stessa grazie alla figlia e al ballo, l'esuberante Stefano Masciarelli, reduce da tre anni di trionfante tournée tra Palazzetti e Teatri con 'La Febbre del Sabato Sera', chiamato qui ad una prova molto impegnativa, non foss'altro, per le oltre due ore di trucco che lo attendono ogni sera.</p><p class='standard'>Giovanna D'Angi è la fortunata vincitrice dei lunghi provini per il ruolo protagonista di Tracy. Il giovane talento siciliano l'ha spuntata sulle oltre 300 pretendenti selezionate in tutta Italia e corona con Hairspray il proprio sogno di calcare le tavole di un palcoscenico con un Musical! </p><p class='standard'></p>
					
						<p><strong>Teatro Toniolo</strong> - Piazza Ferretto Mestre</p>
					
					<p><strong>Categoria:</strong> teatro</p>
					<p><strong>Prenotazione:</strong> it</p>
				
					
							<div><strong>Organizzatori:</strong>
						
						
						<div>Città di Venezia. Attività e Produzioni Culturali, Spettacolo, Sistema Bibliotecario. Area Produzioni culturali e dello Spettacolo</div>
						
					
							</div>
						
				 ]]></content>
		</entry>
	
		<entry>
			<title>Bandiere - ORNA LUTSKI</title>
			<link href="http://www.agendavenezia.org/it/evento-17657.htm"/>
			<id>http://www.agendavenezia.org/it/evento-17657.htm</id>
			<updated>2010-03-04T00:00:00Z</updated>
			<content type="html"><![CDATA[ 				
					<p><i>2010-03-08  - 2010-04-06 </i></p>
					<p>Una mostra fotografica concettualmente scandita dall’appartenenza dell’artista al bacino mediterraneo, iconologicamente contraddistinta dall’utilizzo di bandiere: motivo ricorrente della sua arte, simbolo assolutamente femmineo della grandezza della forza motrice innescata dalla potenza femminile.</p><p class='standard'>Bandiere e colori simbolo di tre continenti su cui è stato tracciato il cammino dell’uomo contemporaneo attraverso lo sviluppo delle arti e delle contaminazioni culturali. Un escamotage visivo per cercare di comprendere e interrogarsi sul concetto ‘mediterraneità’, conoscerlo nel suo complesso sviluppo e significato. Una serie di indizi per comprendere l’essenza di una regione nella sua globalità che ci chiede di fermarci a riflettere sull’emergenza ambientale che caratterizza questa parte di mondo e sulle molteplici culture che lo abitano.</p><p class='standard'>Ogni bandiera è iconograficamente contraddistinta da simboli che richiamano all’essenza femminile: elemento portante dell’arte della Lutski. Soggetto preferito dell’artista sono infatti le mani utilizzate come metafora della lotta portata avanti dal popolo femminile per l’affermazione dei propri diritti all’interno della società. </p><p class='standard'>Un messaggio di speranza per un futuro che avrà come protagoniste donne ormai all’avanguardia rispetto alla società in cui si troveranno.</p><p class='standard'>Inaugurazione 8 Marzo alle ore 18.00</p>
					
						<p><strong>Galleria A+A - Centro Espositivo Pubblico Sloveno</strong> - San Marco 3073 - 30124 Venezia</p>
					
					<p><strong>Categoria:</strong> mostre</p>
					<p><strong>Prenotazione:</strong> it</p>
				
					
							<div><strong>Organizzatori:</strong>
						
						
						<div>Galleria A+A Centro Espositivo Pubblico Sloveno</div>
						
					
							</div>
						
				 ]]></content>
		</entry>
	
		<entry>
			<title>Oselle Veneziane. Il Dono dei Dogi</title>
			<link href="http://www.agendavenezia.org/it/evento-17484.htm"/>
			<id>http://www.agendavenezia.org/it/evento-17484.htm</id>
			<updated>2010-02-08T00:00:00Z</updated>
			<content type="html"><![CDATA[ 					<p><img src="http://www.agendavenezia.org/photos/th-1265640422.jpg" alt=""/></p>	
					<p><i>2010-03-07  - 2010-04-05 </i></p>
					<p>Verrà esposta al pubblico per la prima volta a Venezia, nelle Sale monumentali della
Biblioteca Nazionale Marciana, la collezione di Oselle veneziane della Banca Popolare
di Vicenza, l’unica raccolta completa esistente al mondo delle preziose monete dogali.
Dal 7 marzo al 5 aprile 2010 i visitatori potranno visitare la mostra “Oselle Veneziane.
IL DONO DEI DOGI. La raccolta della Banca Popolare di Vicenza”, e ammirare così le
275 oselle – monete considerate fra le più importanti al mondo per bellezza
iconografica e significato storico – che i Dogi donavano ogni anno alle famiglie nobili
della Serenissima in sostituzione dell'antico dono tradizionale di anatre (“oselle”,
appunto, in lingua veneta).</p>
					
						<p><strong>Biblioteca Nazionale Marciana</strong> - San Marco 07 - 30124 Venezia</p>
					
					<p><strong>Categoria:</strong> mostre</p>
					<p><strong>Prenotazione:</strong> it</p>
					<p><strong>Biglietto:</strong> Biglietto “I Musei di Piazza San Marco”: intero 12.00 euro, ridotto 6.50 euro</p>	
					
							<div><strong>Organizzatori:</strong>
						
						
						<div>Biblioteca Nazionale Marciana</div>
						
					
							</div>
						
				 ]]></content>
		</entry>
	
		<entry>
			<title>4° Premio Internazionale Arte Laguna</title>
			<link href="http://www.agendavenezia.org/it/evento-17583.htm"/>
			<id>http://www.agendavenezia.org/it/evento-17583.htm</id>
			<updated>2010-02-25T00:00:00Z</updated>
			<content type="html"><![CDATA[ 					<p><img src="http://www.agendavenezia.org/photos/th-1267115461.jpg" alt=""/></p>	
					<p><i>2010-03-06  - 2010-03-27 </i></p>
					<p>Una selezione d'eccellenza operata con grande cura e professionalità dalla Giuria del Premio a partire da
oltre 5.500 artisti iscritti, per ottenere una panoramica di altissimo livello sull'arte contemporanea globale, ma
anche una vetrina unica per ammirare “in anteprima” le opere di artisti che nel prossimo futuro potrebbero
diventare i nuovi Koons, Cattelan e Murakami.
Infatti, la storia del Premio Arte Laguna è costellata di grandi successi non solo per i suoi organizzatori, ma
soprattutto per alcuni degli artisti che hanno partecipato alle tre precedenti edizioni e che, notati da critici,
curatori o galleristi, proprio a partire dal Premio hanno potuto avviare una promettente carriera artistica sia in
Italia che all'estero, partecipando a numerose esposizioni e progetti creativi, ma soprattutto facendo della
propria arte un lavoro a tempo pieno.
Il merito di questi successi va quindi attribuito anche alle ideatrici del Premio Arte Laguna, che grazie al loro
appassionato e costante impegno per la promozione dell'arte contemporanea, creano ogni anno nuove ed
interessanti opportunità di crescita per coloro che partecipano al Premio, dando loro un'alta visibilità in
ambito internazionale, ma soprattutto creando un'efficace rete di relazioni e collaborazioni che molte volte
determinano la futura carriera di un artista.
Già nella prima edizione del Premio, Chiara Todero, giovane pittrice “graphic”, è stata notata dal curatore
Igor Zanti che l'ha coinvolta in importanti mostre personali e collettive negli anni successivi, fino a giungere
ad un'esposizione personale presso la Galleria “Chair and the Maiden” di New York, grazie alla quale sta
prendendo vita un'importante collaborazione negli Stati Uniti.
Angelo Volpe, tra i finalisti dell'edizione 2008 ora è uno dei “nomi caldi” del panorama contemporaneo, molto
apprezzato nell'appena conclusa Fiera di Bologna. A breve esporrà alla mostra “Animamix Biennial” di Taipei
e all'esposizione promossa dal Ministero degli Affari Esteri “Dadaumpop” che farà il giro dei più importanti
Istituti Italiani di Cultura del mondo.
La fotografa tedesca Ivonne Thein, finalista del Premio 2008 ha proseguito con successo la propria carriera
tra Italia, Germania e Stati Uniti collaborando con importanti gallerie, tra cui la Voss Gallery di Düsseldorf,
per giungere ad una grande visibilità proprio nella Fiera di Bologna 2010.
Il percorso artistico di Paolo Cavinato desta grande ammirazione da tutto il mondo, da quando nel 2008 è
stato selezionato tra i finalisti del Premio Arte Laguna, la sua carriera è in costante ascesa: dal 3° posto al
Premio Fondazione Arnaldo Pomodoro, al premio ricevuto dalla prestigiosa Royal Society of Sculpture di
Londra, fino alla mostra personale a maggio 2010 in una nota galleria di Berlino.</p>
					
						<p><strong>Arsenale Nuovissimo - Tese di San Cristoforo</strong> - Cannaregio 4392</p>
					
					<p><strong>Categoria:</strong> mostre</p>
					<p><strong>Prenotazione:</strong> it</p>
				
					
							<div><strong>Organizzatori:</strong>
						
						
						<div>Accademia di Belle Arti</div>
						
					
						
						<div>Comune di Venezia</div>
						
					
						
						<div>Provincia di Venezia</div>
						
					
						
						<div>Regione Veneto - Palazzo Balbi</div>
						
					
						
						<div>Università Ca' Foscari di Venezia</div>
						
					
							</div>
						
				 ]]></content>
		</entry>
	
		<entry>
			<title>Immagini e documenti del Centro Donna del comune di Venezia 1980 - 2010</title>
			<link href="http://www.agendavenezia.org/it/evento-17661.htm"/>
			<id>http://www.agendavenezia.org/it/evento-17661.htm</id>
			<updated>2010-03-04T00:00:00Z</updated>
			<content type="html"><![CDATA[ 					<p><img src="http://www.agendavenezia.org/photos/th-1267714801.jpg" alt=""/></p>	
					<p><i>2010-03-05  - 2010-03-31 </i></p>
					<p>È il 1980. Nel piano ammezzato del Centro Civico di Via Poerio a Mestre, viene aperto il Centro Donna, un luogo di incontro e di riferimento per le donne, con una biblioteca specializzata e un centro di documentazione. È una risposta della Giunta di sinistra al movimento delle donne che nel 1977 aveva occupato Villa Franchin a Carpenedo per avere un luogo dove trovarsi, lavorare, fare politica, rendere visibili saperi e creatività femminili. 
Il Centro Donna del Comune di Venezia nasce con questa caratteristica, unica in Italia, di essere un servizio pubblico aperto alle proposte, alle competenze e alle attività dei gruppi delle donne. 
Mantenendo la dialettica tra istituzione e movimenti, il Centro è diventato un luogo di ricerca, di produzione culturale, di pratica politica segnate dal pensiero della differenza. Nelle sue stanze è stato possibile ascoltare esponenti illustri del pensiero femminile - da Marguerite Duras a Christa Wolf, da Luce Irigaray a Luisa Muraro, da Tina Anselmi a Franca Basaglia - in svariati campi del sapere: letteratura, filosofia, psicoanalisi, storia, arte, teatro, musica, scrittura. Le sue iniziative si sono disseminate in città arricchendone la proposta culturale con il punto di vista di genere. 
Nel tempo il Centro si è trasformato rispondendo a nuove esigenze e nuovi problemi, incrementando il carattere di servizio per le donne in difficoltà (Centro antiviolenza) e aprendosi all'accoglienza di donne straniere (Centro multiculturale).
Per far conoscere questa storia trentennale, il 5 marzo 2010 si aprirà al Candiani una mostra per documentare la sua genesi, a partire dalle lotte del movimento femminista, la sua evoluzione e le sue molteplici attività e iniziative, con documenti originali (manifesti, volantini, fotografie)e ingrandimenti fotografici. Per la prima volta saranno esposti al pubblico i materiali dell'archivio Donnateca, raccolta di documenti e di immagini del movimento realizzata da un gruppo di donne nel 1983 e conservata al Centro Donna, e dell'archivio del Centro stesso. Testimonianze e documenti sono anche contenuti nel cd-rom ipertestuale Le donne e la città. I movimenti delle donne a Venezia-Mestre dal dopoguerra agli anni Ottanta, che sarà possibile consultare all'interno della mostra. Molte donne hanno contribuito, dando la loro testimonianza e i loro documenti, alla realizzazione di un percorso di memoria che ha carattere collettivo.
Il Trentennale non vuole essere solo un momento rievocativo delle attività passate ma l'occasione per aprire una riflessione sull'efficacia delle politiche intraprese dalle donne in questi anni e per interrogarsi sui futuri sviluppi di tale politica. A questi temi sarà dedicato il seminario in programma il 13 marzo, che vedrà la partecipazione degli oltre trenta tra gruppi, associazioni, comitati femminili che fanno capo al Centro Donna.
Anche le iniziative del tradizionale Marzo Donna quest'anno si richiameranno al Trentennale.
L'Associazione rEsistenze-memoria e storia delle donne in Veneto promuoverà un ciclo di incontri sempre al Candiani dedicati a donne veneziane che hanno ricoperto un importante ruolo politico-culturale e che hanno contribuito in vario modo alla nascita e alla crescita del Centro Donna:
Franca Basaglia, Lia Finzi e Anna Palma Gasparrini, Luigia Rizzo, per continuare nel mese di aprile con altri due appuntamenti Franca Trentin e Liliana Castelli.
Sempre nel mese di marzo, durante il periodo espositivo, altri saranno gli appuntamenti che si svolgeranno in città, dalla ormai consueta Regata delle Donne di domenica 7 marzo a Venezia al concerto a Ca' Rezzonico nel medesimo giorno. L'8 marzo, giornata internazionale della donna, sarà la volta dello spettacolo di Grazia Scuccimarra al teatro Momo di Mestre. Ed ancora al Candiani venerdì 19 marzo Nadia Tarantini ci parlerà della rivista Legendaria che promuove e continua l'approfondimento del pensiero femminile, e domenica 28 marzo con lo spettacolo di Roberta Biagiarelli.
Queste del mese di marzo sono un piccolo assaggio delle numerose manifestazioni dedicate al Trentennale che si svolgeranno per tutto il 2010 affinché il pensiero, la ricerca e il fare delle donne possa avere visibilità ed accoglienza nella nostra città.</p><p class='standard'>Inaugurazione mostra il 5 Marzo alle ore 18.00
</p>
					
						<p><strong>Centro Culturale Candiani</strong> - Piazzale Candiani 7 - Mestre (VE)</p>
					
					<p><strong>Categoria:</strong> mostre</p>
					<p><strong>Prenotazione:</strong> it</p>
					<p><strong>Biglietto:</strong> Ingresso libero</p>	
					
							<div><strong>Organizzatori:</strong>
						
						
						<div>Centro Culturale Candiani</div>
						
					
							</div>
						
				 ]]></content>
		</entry>
	
		<entry>
			<title>JANA STERBAK. Through the eye of the other</title>
			<link href="http://www.agendavenezia.org/it/evento-17638.htm"/>
			<id>http://www.agendavenezia.org/it/evento-17638.htm</id>
			<updated>2010-03-03T00:00:00Z</updated>
			<content type="html"><![CDATA[ 					<p><img src="http://www.agendavenezia.org/photos/th-1267605737.jpg" alt=""/></p>	
					<p><i>2010-02-27  - 2010-03-28 </i></p>
					<p>“Arte Contemporanea a Teatro”, il programma di collaborazione Fondazione Bevilacqua La Masa - Teatro La Fenice di Venezia a cura di Francesca Pasini, prosegue con il progetto dell’artista canadese, di origine ceca, Jana Sterbak (Praga 1955), Through the eye of the other, che comprende la proiezione del video Waiting For High Water sullo schermo tagliafuoco e l’esposizione di una scultura.
Il progetto si inaugurerà sabato 27 febbraio dalle ore 19 alle 21 presso il Teatro La Fenice dove resterà visibile fino al 28 marzo, mentre la proiezione del video verrà replicata dal 14 al 21 marzo nell’ora prima dell’inizio dell’Opera Dido and Aeneas di Henry Purcell, con la regia di Saburo Teschigawara.
 
Dopo la Biennale del 2003, quando le era stato affidato il padiglione del Canada, Jana Sterbak compie un doppio ritorno a Venezia, la proiezione Waiting For High Water (2005), è infatti dedicata alla città nel momento in cui la marea sta salendo. E’ la seconda di una serie di video su più schermi, che fanno parte della “composizione” realizzata con il cane Stanley, al quale era stata applicata sul corpo una videocamera. La prima, From Here to There, girata nell’inverno 2002-2003 nel Golfo di Saint Lawrence, era stata presentata al padiglione canadese nel 2003, mentre Waiting For High Water, girata nel 2004 è stata presentata per la prima volta alla Biennale di Praga del 2005.
 
Nel momento in cui Jana Sterbak ha accolto l’invito di proiettare Waiting For High Water sullo schermo taglia fuoco del Teatro La Fenice, ha creato un contrappunto in un’altra zona del teatro dove espone la scultura in argento del cane e, all’intero evento, ha dato titolo Through the eye of the other. Waiting For High Water nasce come una triplice proiezione, al Teatro La Fenice è invece su un unico schermo, il tagliafuoco, ma la multipolarità della visione avviene nel raccordo con la scultura del cane.
 
Il grande lavoro che Jana Sterbak ha realizzato dalla fine degli anni ’70 è caratterizzato da un particolare rapporto tra performance / proiezione / fotografia.  Alla base delle sue performance ci sono degli oggetti-sculture che sono il fulcro attorno al quale si sviluppano le immagini successive. Molto famosi sono Vanitas 1987 e Chair Apollinaire (1996), il vestito e la poltrona realizzati con carne cruda, la quale è simbolo sia dell’eros che della morte. In Sisyhpe (1991), un uomo nudo dentro una grande gabbia, dal fondo semisferico, tenta di spostarsi, ma il rollio gli impedisce di tenere la direzione, metafora delle difficoltà umane. In Remote Control I (1989), presentato ad Aperto-Biennale di Venezia 1990, una donna è sospesa, dalla cintola in giù, in una gabbia che poggia su ruote, azionate da un telecomando. Ancora il simbolo della difficoltà ad agire liberamente. Jana Sterbak ha vissuto a Praga fino all’adolescenza e poi si è trasferita con la famiglia in Canada, e nelle sue opere appare sia la critica tagliente e ironica dell’influenza del capitalismo sulla percezione e sulla cognizione umana, sia i condizionamenti profondi delle vicende personali. 
Faradayurt (2001), è una tenda chiusa in tessuto metallizzato, protetta da un campo magnetico (scoperto da Michael Faraday) che ricorda le tende dei nomadi dell’Asia centrale (Yurt), ma anche quella dipinta da Piero Della Francesca ne Il sogno di Costantino (1457). La stoffa è opaca dall’esterno mentre dall’interno è trasparente, ma fuori si può solo guardare, un isolamento invisibile che riguarda i movimenti dell’anima, ma anche quello che il mondo a volte impone. 
Emblematica è l’opera del 2001 Dissolution (Auditorium), dove una serie di sedie disposte a cerchio irregolarmente, come fossero personaggi in un auditorio, progressivamente si disgregano: la seduta e lo schienale sono di ghiaccio, man mano che si scioglie  distrugge le sedie, di cui rimangono solo le gambe sparpagliate a terra.
Sterbak non situa le sue performance in un contesto teatrale, ma in una dialettica concettuale che tiene in equilibrio il movimento, la narrazione e la individuazione stessa dell’immagine.
Nel momento in cui il video e la scultura si trovano a convivere in un teatro sottolineano l’essenza della composizione teatrale che, al di là del coinvolgimento scenico – narrativo - musicale, si attua  “attraverso lo sguardo dell’altro”, come dice appunto il titolo del progetto di Jana Sterbak. Vedere o essere visti “attraverso lo sguardo dell’altro” non determina una reazione speculare statica, ma un’interazione con l’altro. Il cane con la telecamera sul corpo è il fulcro della performance dalla quale Sterbak ha creato il video, ma è anche una scultura autonoma che, metaforicamente, riprende ciò che avviene attorno, oppure, trovandosi in un teatro lirico, possiamo viverla come un “assolo” che ritmicamente appare nello spazio. 
 
Il progetto è realizzato con la collaborazione della Galleria Raffaella Cortese - Milano, e con il contributo di Galleria Toni Tapies - Barcellona, Galleria Barbara Gross – Monaco, Delegazione del Québec a Roma, Epson</p>
					
						<p><strong>Teatro La Fenice</strong> - San Marco, Campo S. Fantin, 1965 - Venezia</p>
					
					<p><strong>Categoria:</strong> mostre</p>
					<p><strong>Prenotazione:</strong> it</p>
				
					
							<div><strong>Organizzatori:</strong>
						
						
						<div>Città di Venezia. Attività e Produzioni Culturali, Spettacolo, Sistema Bibliotecario. Area Produzioni culturali e dello Spettacolo</div>
						
					
						
						<div>Fondazione Bevilacqua La Masa</div>
						
					
							</div>
						
				 ]]></content>
		</entry>
	
		<entry>
			<title>Tadeusz Kantor. Una visione universale</title>
			<link href="http://www.agendavenezia.org/it/evento-17743.htm"/>
			<id>http://www.agendavenezia.org/it/evento-17743.htm</id>
			<updated>2010-03-10T00:00:00Z</updated>
			<content type="html"><![CDATA[ 					<p><img src="http://www.agendavenezia.org/photos/th-1268239614.jpg" alt=""/></p>	
					<p><i>2010-02-16  - 2010-03-16 </i></p>
					<p>Ricorrendo il ventennale della scomparsa di Tadeusz Kantor, pittore, scenografo e regista teatrale polacco, tra i maggiori teorici del teatro del novecento, le celebrazioni accademiche diventano l'occasione per rimeditare sull'utilizzo del corpo nell'arte contemporanea, attraverso una mostra ed un seminario di studi. </p><p class='standard'>
Per ripercorrere il pensiero dell’artista, saranno esposte opere su carta dal 1947 al 1990, concepite come preparatorie all’evento teatrale. Tadeusz Kantor, infatti, utilizzava i suoi disegni come parte dell'allestimento, inerenti alla scena teatrale stessa, non come opere/evento a latere.
</p>
					
						<p><strong>Magazzini del Sale</strong> - Dorsoduro, Zattere 259 - 30123 Venezia</p>
					
					<p><strong>Categoria:</strong> mostre</p>
					<p><strong>Prenotazione:</strong> it</p>
				
					
							<div><strong>Organizzatori:</strong>
						
						
						<div>Accademia di Belle Arti</div>
						
					
							</div>
						
				 ]]></content>
		</entry>
	
		<entry>
			<title>PAROLE IN FORMA SCENICA 2010</title>
			<link href="http://www.agendavenezia.org/it/evento-17403.htm"/>
			<id>http://www.agendavenezia.org/it/evento-17403.htm</id>
			<updated>2010-01-21T00:00:00Z</updated>
			<content type="html"><![CDATA[ 					<p><img src="http://www.agendavenezia.org/photos/th-1264084506.jpg" alt=""/></p>	
					<p><i>2010-01-22  - 2010-04-30 </i></p>
					<p>La drammaturgia, nella sua capacità di rappresentare il nostro presente entrando in gioco dialettico con gli altri elementi dell’universo scenico, è uno degli snodi cruciali del teatro contemporaneo. Già da tre anni Giovani a Teatro ha dedicato alla scrittura drammatica un laboratorio pratico che, attraverso un percorso a tappe, ne mettesse in evidenza caratteristiche e peculiarità. Ma molto presto si è avvertita la necessità stringente di collegare questo iter formativo alla realtà concreta dello scrivere per il teatro. Ecco dunque, nella passata edizione, l’arrivo in laguna di Antonio Tarantino, probabilmente il più poliedrico e geniale tra gli autori che operano oggi in Italia, che è divenuto il modello da cui attingere spunti tematici e stilistici nel corso del seminario, dopo aver ascoltato le sue parole dalla splendida voce di Maria Paiato. Quest’anno come punto di riferimento è stato scelto un altro grande drammaturgo europeo, lo spagnolo Juan Mayorga, che arriverà a febbraio a raccontare il suo teatro in un incontro pubblico. Ma procedendo nella progressiva rifinitura di questo progetto è sembrato fondamentale dare vita a un’iniziativa, parallela al laboratorio, che desse conto delle svariate possibilità insite nel cangiante termine di “drammaturgia”: da qui l’idea di costruire una settimana di incontri e spettacoli dove esperienze estremamente diverse vengono messe a confronto, in un’ottica che privilegia il loro specifico e originale approccio al testo. Così a una lettura scenica in prima nazionale assoluta di Paz perpetua di Mayorga si accosteranno il Pinocchio della Compagnia della Fortezza, composta dagli attori-detenuti del carcere di Volterra e fiore all’occhiello del teatro di ricerca italiano, il gioco raffinato e magmatico di Emerald City, tappa di avvicinamento al Mago di Oz dei ravennati Fanny &amp; Alexander, dove il Mago viene investito di indistinte quanto angosciose richieste verbali, e l’operazione irriverente di Made in Italy, pastiche drammaturgico di Babilonia Teatri che offre lo specchio impietoso dei vizi del Belpaese. Non una rassegna, né un festival dunque, ma una settimana di “parole in forma scenica” che alternerà agli spettacoli intensi momenti di discussione con gli artisti. A introdurre la manifestazione, un altro grande protagonista delle scene internazionali, l’argentino Rafael Spregelburd, racconterà il suo percorso teatrale prima di assistere al debutto nazionale della sua Modestia, firmata dalla romana Manuela Cherubini.</p><p class='standard'>LABORATORIO dI SCRITTURA DRAMMATURGICA
Venezia, Fondazione di Venezia </p><p class='standard'>Dopo l’incontro con Antonio Tarantino, la seconda edizione di Parole in forma scenica analizza e indaga il teatro di un altro grande autore europeo, Juan Mayorga, di cui si è selezionata una serie di opere che fungeranno da vademecum tematico-stilistico per l’elaborazione del testo (o dei testi, come è capitato nel 2009). La drammaturgia dell’artista spagnolo si incunea con determinazione e acutezza nei meandri del vivere contemporaneo, restituendone incongruità e contraddizioni. Proprio per questa sua stringente attualità teatrale è stato scelto come modello per il laboratorio a venire.
I copioni prodotti dal gruppo, seguendo le fasi di progressivo avvicinamento alle caratteristiche peculiari della scrittura scenica, saranno in corso d’opera restituiti in lettura pubblica da parte dell’Istituto della Commedia dell’Arte Internazionale di Gianni De Luigi, e successivamente affidati ai veronesi Babilonia Teatri, che hanno accettato di affrontarli attraverso un’originale ricerca artistica, in vista dell’esito performativo finale da realizzarsi nei primi mesi del 2011.</p><p class='standard'>
1 FEBBRAIO>APRILE 2010
10 incontri teorico-pratici di scrittura drammaturgica
Primo incontro lunedì 1 febbraio 2010 ore 16 – Fondazione di Venezia</p><p class='standard'>APRILE 2010
lettura ad alta voce del testo prodotto a cura di IcAI, diretto da Gianni de Luigi;
pubblicazione del copione sul sito web www.giovaniateatro.it</p><p class='standard'>MAGGIO>OTTOBRE 2010
Babilonia Teatri riceverà il testo per assumerlo come materiale da portare in scena; al
termine del percorso di lavoro di ricerca artistica la compagnia presenterà un esito in
forma scenica (febbraio 2011).</p><p class='standard'>OTTOBRE>DICEMBRE 2010
Produzione e pubblicazione del copione e documentazione video dell’esperienza. </p>
					
						<p><strong>Fondazione di Venezia</strong> - Dorsoduro 3488/U - 30123 Venezia</p>
					
					<p><strong>Categoria:</strong> teatro</p>
					<p><strong>Prenotazione:</strong> it</p>
					<p><strong>Biglietto:</strong> Spettacoli € 2.50; incontri ingresso libero; laboratorio gratuito</p>	
					
							<div><strong>Organizzatori:</strong>
						
						
						<div>Fondazione di Venezia</div>
						
					
						
						<div>Università Ca' Foscari di Venezia</div>
						
					
							</div>
						
				 ]]></content>
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			<title>MIT Communications Futures Program </title>
			<link href="http://www.agendavenezia.org/it/evento-16158.htm"/>
			<id>http://www.agendavenezia.org/it/evento-16158.htm</id>
			<updated>2009-06-23T00:00:00Z</updated>
			<content type="html"><![CDATA[ 				
					<p><i>2009-05-13  - 2010-03-14 </i></p>
					<p>Il Communications Future Program è un ambizioso progetto promosso dal MIT, finalizzato a guardare alle telecomunicazioni del futuro, sia in termini di evoluzione tecnologica sia in termini di impatto sul mercato.
Dal punto di vista tecnologico, in aggiunta alla disponibilità di reti sempre più diffuse che forniscono agli utenti una crescente capacità di banda assisteremo anche all’avvento di nuove reti generate dall’interrelazioni tra terminali (ad esempio i telefonini), macchine, oggetti, ognuna delle quali fornirà un’area di comunicazione locale che in parte si andrà a sovrapporre ad altre aree create da altri oggetti vicini.
Si tratta delle cosiddette rete virali, che partono da un singolo punto e via via crescono al crescere del numero degli oggetti che comunicano tra loro.</p><p class='standard'>Questo tipo di evoluzione andrà a rompere gli attuali paradigmi dove le reti sono di fatto infrastrutture, rese disponibili solo da pochi grandi operatori e dove la capacità di comunicazione si “riduce” quanti più accedono a queste reti. Nel caso delle reti virali invece i singoli individui saranno dotati di capacità di comunicazione e quanti più saranno tanto più crescerà la disponibilità di banda.</p><p class='standard'>A questi cambiamenti tecnologici e architetturali, ne seguiranno altri, inevitabili, a livello di mercato. Ma in questo caso gli scenari sono più indefiniti, in quanto il mercato è molto meno prevedibile rispetto alla tecnologia. </p><p class='standard'>Il Communications Futures Program si propone quindi di studiare e definire innovativi modelli di business nell’ambito delle reti virali, nonché di analizzare temi legati alla sicurezza e alle modalità di utilizzo delle reti nella prossima decade.</p><p class='standard'>Due sono i meeting annuali. Quest’anno il primo appuntamento si tiene mercoledì 13 e giovedì 14 maggio nello storico Refettorio del Future Centre di Venezia. </p><p class='standard'>Tra i partecipanti Andy Lippman, direttore del progetto Hundred Dollar Laptop che si propone di distribuire milioni di computer a ragazzi appartenenti alle regioni più povere al mondo (già distribuiti in Brasile, Libia, Nigeria, Pakistan); Dave Reed il “profeta” delle reti virali in cui ogni oggetto diventa potenzialmente il nodo di una rete che cresce al crescere del numero degli oggetti che comunicano; David Clark, uno degli attori principali nelle nuove telecomunicazioni digitali; Charlie Fine della Sloan School of Business, creatore di un nuovo sistema di analisi di modelli economici in un contesto di ecosistemi.</p><p class='standard'>Presenti, naturalmente, la responsabile del Communications Futures Program, Natalie Klym e il responsabile del Future Centre, Roberto Saracco che è anche co-chair del Programma sui nuovi modelli di business.</p><p class='standard'>Il secondo meeting 2009 si terrà a Cambridge in autunno.
</p>
					
					<p><strong>Categoria:</strong> conferenze e convegni</p>
					<p><strong>Prenotazione:</strong> it</p>
				
					
							<div><strong>Organizzatori:</strong>
						
						
						<div>Telecom Italia Future Centre</div>
						
					
							</div>
						
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