La performance mette in scena l’energia incessante e indomita dell’Universo, attraverso momenti di caotica danza di gruppo, che cedono il passo a scene più intime nei duetti, nei trii e negli assoli. Per questa coreografia Karole Armitage si è ispirata ai frattali, forme geometriche molto diffuse in natura, rintracciabili nella struttura delle nuvole e delle coste, e nelle costellazioni.
Lo spettacolo, che ha debuttato al Joyce Theatre di New York nel 2008, è per la prima volta in Europa.
Coreografia: Karole Armitage; musica: Morton Feldman - Patterns in a Chromatic Field (1981); scenografia: David Salle; disegno costumi: Peter Speliopoulos; disegno luci: Clifton Taylor; responsabile tecnico: Joe Doran; danzatori: Leonides D. Arpon, Kristina Bethel-Blunt, Megumi Eda, William Isaac, Luke Manley, Mei-Hua Wang
Karole Armitage è una danzatrice e coreografa di fama mondiale. È stata direttrice artistica di numerose rassegne, tra cui la Biennale Danza a Venezia (2004).
A seguire, dialogo fra Karole Armitage e Antonio Lazcano su “Galileo e la questione della vita nell’Universo”
Tra gli scienziati che si sono interrogati sulla possibilità che la vita sia apparsa in altre parti dell’Universo, Galileo si è distinto per la cautela con cui ha considerato questa possibilità: né la sosteneva né la negava, ma lasciava calcoli e decisioni sulla sua probabilità a “uomini più saggi di me”. Oggi non ne sappiamo molto di più, ma i nostri approcci al tema della vita nell’Universo sono cambiati drammaticamente. Grazie anche a Galileo e alle sue osservazioni della superficie lunare.
Antonio Lazcano è professore all’Università Nazionale Autonoma di Città del Messico. Da 35 anni studia l’origine e l’evoluzione della vita nelle sue fasi iniziali.