Grande attesa per Marie Chouinard, nome imprescindibile della danza quebecchese e prioritario per la danza contemporanea tutta, amatissima dal pubblico della Biennale. Questa artista che per ogni lavoro progetta un universo di invenzioni e di soluzioni sempre nuove torna a Venezia con un dittico: lo spettacolo d’ensemble Le nombre d’or (Live), fresco di debutto a Vancouver il 13 marzo scorso e, vera sorpresa, l’assolo che segna il ritorno della Chouinard stessa, dopo vent’anni, sulle scene, Gloire du matin.
Proprio alla Biennale, invitata da Carolyn Carlson, Marie Chouinard era giunta per la prima volta nell’ottobre del 1999 con un’antologia dei pezzi solistici che l’hanno resa celebre, Les Solos 1978-1998, frutto del suo complesso e avanguardistico percorso prima della fondazione, nel 1990, del gruppo che porta il suo nome. Di Les Solos - un’abbagliante celebrazione della poesia degli istinti e degli impulsi vitali - fanno parte il suo lavoro d’esordio, Cristallisation, con cui la Chouinard si impone immediatamente per l’originalità della ricerca espressiva, S.T.A.B. del 1986, considerato il suo capolavoro, in cui danza la trasformazione in donna di una creatura scossa da movimenti istintuali, e il provocatorio Après-midi d’un faune al femminile del 1987: tutti pezzi che confermano la sua inclinazione a esplorare nuovi sentieri della coreografia, ma anche della performance artistica e della creazione concettuale.