Il Don Giovanni mozartiano diventa Don Giovanni a Venezia, un’opera-installazione totalmente nuova, che inaugura il 54. Festival e si pone come sintesi dei temi che lo attraversano. Frutto della compresenza di più eventi – musicali, scenici, teatrali, visivi – dislocati in tutti gli spazi del Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia e “accesi” ciclicamente, Don Giovanni a Venezia scardina le nostre abitudini percettive e crea interferenze fra epoche diverse.
Ideato dal direttore Luca Francesconi, Don Giovanni a Venezia rappresenta anche un singolare esperimento produttivo con giovani artisti provenienti dalle file del Conservatorio Benedetto Marcello e dall’Accademia di Belle Arti a misurarsi sulla scena professionale di cantanti e orchestrali di uno dei massimi enti lirici, il Teatro La Fenice, di compositori, solisti e attori coinvolti nell’operazione. Una macchina scenica complessa, che muove oltre 130 masse artistiche e tecniche, resa possibile dall’impegno congiunto di quattro istituzioni veneziane: al progetto della Biennale Musica partecipano il Conservatorio Benedetto Marcello, che, oltre ad aver impegnato i suoi giovani musicisti e compositori, ha destinato la storica sede di Palazzo Pisani in Campo Santo Stefano, uno dei più affascinanti palazzi veneziani, a luogo dello spettacolo; il Teatro La Fenice, che, oltre all’intero coro e all’ensemble orchestrale, ha aperto il suo magazzino mettendo a disposizione costumi e oggetti di scena; l’Accademia di Belle Arti, che cura un allestimento scenico distribuito nell’intero edificio di Palazzo Pisani.