Il Salon des Refusés è l’esposizione, organizzata nel 1863 da Napoleone III, dove vengono accolte le opere degli artisti rifiutate dall’esposizione “ufficiale”
dell’Académie des beaux-arts di Parigi. I compositori protagonisti di questo concerto richiamano idealmente a raccolta il pubblico in un “salone dei rifiutati” per far rivivere quartetti d’archi con pianoforte caduti nell’oblio.
Derivato dai divertimenti con tastiera della seconda metà del Settecento, il quartetto per pianoforte, violino, viola e violoncello si sviluppa a partire dagli anni Ottanta del secolo. Inizialmente il suo repertorio si compone soprattutto di trascrizioni di concerti per pianoforte. Ma Mozart, che offre due capolavori a questa formazione, fonde già la scrittura concertante con quella cameristica. Nei primi decenni dell’Ottocento numerosi quartetti sono ancora adattamenti di opere classiche destinati a dilettanti. L’importanza del pianoforte in epoca romantica determina l’aumento di partiture in forma di quartetto originali, tecnicamente più esigenti. Spesso scritte da compositori pianisti, in esse la parte della tastiera è più difficile di quella degli archi, come attestano le opere di Weber o Mendelssohn. Con Schumann, Brahms, Fauré o Saint-Saëns la presentazione e lo sviluppo dei tempi sono distribuiti in maniera più omogenea tra i quattro strumenti. Si noti che in molti compositori francesi come d’Indy, Fauré, Dubois, Hahn e Chausson, il quartetto con pianoforte serve da trampolino di lancio verso il quartetto d’archi o il quintetto con pianoforte.
Interpreti: QUATUOR SATIE > Frédérique Aurier, Julie Friez, violini; Patrick Oriol, viola; Noémi Boutin, violoncello.