conferenze e convegni
Premio giornalistico Istituto Veneto per Venezia

Consegna del Premio giornalistico Istituto Veneto per Venezia in occasione della Giornata Europea del Patrimonio. Assegnato ex aequo a: Denis Bassompierre e Isabelle Moeglin per il video Veniseland (France 3 TV- Thalassa, 2012); Renaud Bernard, Claudia Billi e Karine Guillaumain per il video Carnaval en prison (France Télévisions, 2012).

Nel prendere in esame le proposte pervenute per la quinta edizione del premio giornalistico 'Istituto Veneto per Venezia', la Commissione giudicatrice ha potuto anzitutto rilevare come continui l'attenzione per l'iniziativa, attestata ancora una volta dal riscontro presso la stampa internazionale. Ritiene peraltro di dover segnalare come le attenzioni dei mezzi di informazione si fermino spesso sugli aspetti più evidenti e superficiali dell'ambiente veneziano, e questo rende specialmente opportuno un premio che, come da bando, segnali articoli e video che si distinguano 'per l'acutezza dell'analisi della realtà veneziana, colta nei suoi vari aspetti sociali, economici, naturalistici o artistici'. Su questi presupposti, la Commissione si è ritrovata concorde nell'attribuire il premio ex-aequo a due distinti lavori (per la prima volta dei video e non articoli a stampa), particolarmente coerenti allo spirito del premio: Il reportage Veniseland, di Denis Bassompierre e Isabelle Moeglin, che accompagna lo spettatore in un viaggio pronto a cogliere gli aspetti di una peculiare quotidianità nella quale, su uno scenario splendido e problematico, si incontrano in un difficile equilibrio esigenze, interessi e richieste anche di non semplice compatibilità. Il tono piano della narrazione, che tale resta anche nel presentare i più complicati momenti del vivere cittadino, si preoccupa di proporre informazioni ed esperienze dando voce ad affanni, insoddisfazioni e speranze, nel confronto/incontro fra le diverse componenti della realtà veneziana in alcuni dei suoi aspetti più specifici e delicati. L'ampio ricorso alle testimonianze dirette riesce a comporsi in un buon quadro d'insieme, in grado di mettere in luce alcune delle questioni fondamentali con cui Venezia oggi si confronta, favorendo la comprensione di realtà spesso coperte dalle più correnti e convenzionali visioni della città. Il reportage Carnaval en prison, di Renaud Bernard, Claudia Billi e Karine Guillaumain, che, pur riguardando un tema in apparenza trito, ne presenta un retroscena assai meno noto, eppure ricco di interesse: poiché alle immagini, volutamente convenzionali, del carnevale veneziano quale lo percepiscono i mass media è intrecciata la rappresentazione dell'ambiente carcerario dove le detenute, osservate con simpatia scevra da effettismi sentimentali, lavorano ad allestire i sontuosi costumi per la circostanza festiva. Nel fine contrappunto fra le tinte smorte, i rumori attenuati o il silenzio operoso del carcere femminile e le coloratissime esibizioni carnevalesche il documentario, apprezzabile anche per la qualità del montaggio, sa far percepire un'inflessione sobriamente malinconica, nonché una sia pur temperatissima rivendicazione dei valori di umanità (tanto più se umanità sofferente o umiliata) che, anche per Venezia, dovrebbero prevalere sulle chiassose istanze del turismo ludico.

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DoLuMaMeGiVeSa
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Palazzo Franchetti
San Marco, 2842- Venezia
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