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Festival dei Matti 2017
Il non sapere è una scelta di campo, una dichiarazione d’intenti. Come dire: non ci convincono le definizioni della follia, gli sguardi e le parole che s’ingegnano ad oggettivarla, a rinchiuderla nelle spiegazioni e nei discorsi finiti. A metterla al di là del muro. La presenza è un’esperienza – per lo più misconosciuta, negata, dimenticata, e tuttavia comune – che in vari modi ci riguarda, e che ha a che fare con il nostro essere diversi, ognuno da se stesso, ognuno da tutti gli altri. Siamo partiti da qui. Dalle storie e dalle biografie: quelle sghembe e quelle troppo dritte, quelle che implodono e quelle che esplodono. Storie di tutti e di ciascuno. Storie di matti, per poco o per tanto, gioco o serietà, ventura o sventura. Facciamo un Festival per provare a scardinare il tabù della follia e lanciare la sfida culturale di un’inclusione che prenda le mosse dallo smontaggio dei confini. Tecnici, disciplinari, politici. Filosofia, letteratura, arte a convegno per sforzarsi di sostare in questa contraddizione che appartiene all’uomo – tra le contraddizioni umane, la più sfuggente, la più spiazzante – e raccontarci che cosa apprendono da questo stare, come se ne nutrono. Se possa esserci una prossimità virtuosa tra dolore e creatività, tra smarrimento e dissidenza, tra diversità e comunanza. A quali condizioni Con quale linguaggio. Parlando a chi. Il Festival dei Matti, che giunge quest’anno alla sua sesta edizione, è un’iniziativa culturale, pensata per riportare la “follia” al centro di una riflessione seria e interdisciplinare che ne valorizzi le potenzialità creative e comunicative, riconoscendone le componenti vitali, quotidianamente rimosse, nella vita di ciascuno di noi. Il Festival si articola in alcune giornate di incontri, dibattiti, laboratori, spettacoli per dare voce a quella condizione che chiamiamo follia.. Così persone che hanno vissuto l’esperienza e persone che l’hanno soltanto lambita, cittadini comuni e personaggi del mondo dello spettacolo e della cultura, giornalisti, registi, filosofi, artisti s’incontrano per parlare di questo, rappresentarlo, restituirgli valore.
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